sabato 29 dicembre 2018

Trekking del 29 dicembre 2018 - Pomonte Procchio


Stamattina sveglia presto, forse anche troppo, infatti a Procchio, ho dovuto attendere diversi minuti prima che alle 06.55 arrivasse il bus.

Raggiungo così Pomonte e dopo una sosta alla fonte del paese per riempire le borracce, mi incammino lungo la GTE con l'intenzione (per quanto possibile) di effettuare alcuni interventi di manutenzione (giusto l'indispensabile per passare).

Dopo circa un ora e dieci di cammino, ed alcuni interventi alla vegetazione, mi soffermo incuriosito dal cartello del Caprile Canoso.
Ad esser sinceri, ciò che mi colpisce è l'errata indicazione della GTE riportata dal cartello, ma dal momento che non vado di fretta, ne approfitto per curiosare.

Giusto un paio di minuti e riprendo a salire.
Cenno, Mure, Grottaccia, sempre rallentato dal taglio delle fronde più invadenti, ma alle 10.20 raggiungo finalmente Malpasso.

Nella discesa verso m. Perone, incrocio un nutrito gruppo di escursionisti, aspetterò pazientemente il loro lento passaggio.
Supero la provinciale e lungo il successivo tratto in leggera salita, mi imbatto in un pino caduto sul sentiero.
Benché si riesca a passare, mi annoto di tornare a tagliarlo (con la sega a mano che porto con me è impensabile).

Numerosi interventi scendendo lungo il 18 mi costringeranno a soste forzate, ma del resto lo avevo previsto.
Finalmente alle 13.40 raggiungo l'asfalto a Colle di Procchio.

Recupero l'auto lasciata la mattina e raggiungo l'amico Luigi (e molti altri) per una breve escursione a monte Bello programmata oggi per le 14.30.

Non c'è che dire, non è stata certamente una giornata passata sul divano...

Max

sabato 8 dicembre 2018

Trekking del 08 dicembre 2018 - da Colle Reciso a Colle di Procchio e ritorno


Giornata ventosa, il teso maestrale mi obbliga ad evitare per quanto possibile i dislivelli, di riprendere il raffreddore non ho proprio voglia, così opto per una tranquilla passeggiata da Colle Reciso verso Procchio.

Inizio il cammino alle 8.33, la temperatura esterna è di 14 gradi, piuttosto piacevole se non fosse per le raffiche di vento.

Seguo fedelmente la GTE storica, quindi passo dal monte Barbatoia e dal m. San Martino; il panorama è notevole, mentre la cessa spartifuoco è bisognosa di manutenzione, qualora si intenda preservarne questa sua funzione.

Successivamente scendo con il vecchio 44 fino a Literno e dopo una breve sosta per bere del the, alle 10.17 riprendo a salire lungo l'ampio e lasciatemelo dire, monotono sterrato, nonché nuovo tratto della GTE.

Passano pochi minuti e mi rifermerò per qualche foto nel costeggiare il Piano dei Copertoni... ovvero gli statici terrazzamenti della discarica sottostante, quindi con rassegnazione e passo costante, spero di raggiungere prima possibile Buca di Bomba, accadrà solo alle 11.25.

Proseguo sempre sulla nuova GTE, il recente lavoro di manutenzione, che avevo già notato all'andata, adesso è ancora più evidente.
Bravissimi! Hanno tutta la mia approvazione.
Ho solamente una piccolissima richiesta da fare agli operai che hanno contribuito al taglio dei rovi bordo strada, ovvero: 

Quando sostituite il filo al decespugliatore, non abbandonate a terra il moncone avanzato. Grazie.

Mi concedo quindi una breve deviazione per visitare i ruderi del vecchio molino, dove scatterò ovviamente svariate foto.

Torno all'auto che il mio Garmin registra solo 16.3 chilometri, ancora insufficienti per le mie intenzioni, cosi senza fermarmi proseguo verso fonte Schiumoli, descrivendo un ulteriore anello che mi consentirà alle 13.11 di concludere la piacevole camminata superando i 20.

Max

domenica 18 novembre 2018

Trekking del 18 novembre 2018 - anello da m. Perone


Partiamo alle 8.38 dall'area di sosta del monte Perone sferzati da un gelido grecale con l'intenzione di descrivere un anello lungo i sentieri 107, 130, GTE e 105; mi interessa valutarne lo stato dopo la tremenda tempesta di fine ottobre.

Saliamo lentamente fino a raggiungere il 107, poche decine di metri e notiamo che un grosso pino caduto è stato tagliato per liberare il passaggio, ottimo!
Purtroppo l'opera di taglio non si è protratta oltre, troveremo altri alberi caduti a sbarrare il cammino e come se non bastasse, i cinghiali hanno devastato lunghi tratti di sentiero.

Raggiunto il Masso all'Aquata, continuiamo a scendere con il 107, trovando ulteriori alberi abbattuti dalla furia del vento, sono appoggiati pericolosamente a quelli sani, cosa che ci consente di passarci sotto.

Alle Piane al Canale passiamo sul sentiero 130 in direzione delle Macinelle; ovviamente questo versante privo di vegetazione di alto fusto, non ha subito danni.
Raggiungiamo i caprili alle 10.37 ma evitiamo di sostare, troppo esposto al vento.

Una breve sosta invece, sarà d'obbligo una volta raggiunta la GTE, per alleggerire il vestiario a causa dell'imminente salita che ci aspetta.
La cosa non mi entusiasma affatto, procediamo lentamente per contenere la sudorazione mentre il vento ci taglia il volto.

Ad un centinaio di metri da Malpasso, a riparo dal grecale, indosso nuovamente l'imbottitura della giacca, suppongo che una volta passati sul versante nord, farà ancora più freddo.

Fortunatamente il bosco sottostante, benché "arato" dai soliti ungulati,  ci offrirà un buon riparo e successivamente, raggiunto il bivio fra il 105 ed il 100, ci rendiamo conto che il vento è decisamente calato di intensità.

Il successivo incontro con un bel'esemplare di muflone, ci metterà addirittura di buon umore dal momento che ormai è diventato sempre più difficile vederli.

Raggiungiamo l'auto alle 12.44 dopo aver percorso 12 chilometri; per stamani di birra fresca ne faccio proprio a meno!

Max

domenica 28 ottobre 2018

Trekking del 28 ottobre 2018 - Santa Lucia & C.


Le pessime previsioni meteorologiche per oggi sentenziavano una domenica chiuso in casa, ma visto che alla sveglia di pioggia non ne cade... prendere lo zaino e uscire è stato un tutt'uno.

Ovviamente sono preparato al peggio, anche per questo decido di restare in zona Portoferraio affidando il timone alla curiosità; così senza un itinerario definito, mi incammino lungo lo sterrato di val Carene.

Ricordo un piacevole sentiero, a cui ho fatto più volte manutenzione molto tempo fa e con cui era possibile raggiungere Santa Lucia.
Evidentemente il lavoro fu fatto bene, perché senza nessun problema raggiungo la chiesa dopo circa 40 minuti di cammino, ritrovando ancora "in buona salute" il segnavia verticale lungo il tragitto.

Lungo la successiva discesa sul s. 266, stupore per la scoperta di un'azienda agricola, evidentemente è passato del tempo dall'ultimo mio passaggio...
Avvicinandomi verso Colle Reciso, do un'occhiata all'interno delle due riservette... una pulita, l'altra è una vera discarica!
Evito di pubblicare le foto per la vergogna, non le ritengo consone al blog.

Transito davanti alla cava della Sales e proseguo sulla GTE in direzione ovest, poi attratto da un sentiero sulla destra, scendo a curiosare.
Sarebbe stato meglio evitare, altri rifiuti.
Non ostante la lodevole iniziativa di "10.000 mani per l'Elba" organizzata a marzo, di lavoro ce ne è ancora da fare!

Salgo quindi verso Colle alle Vacche, ricordo un interessante osservatorio dell'ultimo conflitto bellico e vale la pena allungare il cammino per visitarlo.
Quindi dietro front in direzione di m. Pericoli sul sentiero 248 dove incontrerò alcuni bikers; temo una volta abbandonato il tratto in comune al 245, di trovarlo chiuso dalla vegetazione... fortunatamente non sarà così!

Qualche foto alla fonte delle Tre Acque ed attraversata la provinciale, proseguo sul 248 per scendere verso l'auto attraversando le Campitelle.

Concludo la passeggiata di circa 14 chilometri alle 11.49; del temporale nessun cenno!

P.S.
Una volta a casa, scoprirò a malincuore che il forte scirocco ha abbattuto il pontile di Vigneria a Rio Marina.
Toccante l'articolo del ex pilota del porto Falanca pubblicato dalle redazioni locali.


Max

domenica 21 ottobre 2018

Trekking del 21 ottobre 2018 - Conquistadores Cup


Giornata stupenda, dalle temperature quasi estive, ne approfitto per visionare il percorso dell'imminente Conquistadores Cup a Porto Azzurro.

7.35, nella piazza del paese regna la quiete, i lampioni ancora accesi danno un tocco romantico ai colori pastello dell'alba, alcuni operai al lavoro completano gli ultimi preparativi per la gara.  

Mi incammino verso il percorso Carmignani, leggermente modificato appositamente per i bikers, raggiunta la spiaggia di Barbarossa, evito l'asfalto e proseguo parallelo al litorale per salire lungo la scalinata e ricollegarmi al percorso di gara.

Supero la spiaggia di Reale e raggiungo quella di Terranera sempre camminando lungo costa, quindi affronto la lunga salita per monte Arco.
Avvicinandomi alla sommità, dedico alcuni minuti ad un bel rudere sulla sinistra, quindi rimango piacevolmente sorpreso dal divertente quanto tecnico single track con cui ritorno sull'ampio sterrato che mi condurrà fino alla provinciale a San Felo.

Lungo il tratto di asfalto vedo sfrecciare i primi bikers, ma dopo averne fatto più di un chilometro lo abbandono volentieri per addentrarmi verso l'Acquaviva anche se non fa parte della gara.

Salgo lungo il ben manutenuto sentiero dei rifugi, fra i bersagli in 3D degli Arcieri dell'Isola del Fuoco ed una volta raggiunta la cessa sovrastante, continuo a percorrerla verso nord ovest, quindi lungo un facile quanto stupendo fuori pista, raggiungo la GTE che seguirò per circa 700 metri fino alle Piane della Madonna.

Imbocco così il sentiero 205, ma per lasciarlo dopo poco per quello per il Santuario; è da diverso tempo che non lo percorro e sono curioso di verificarne lo stato.
Tutto ok, anche se come riporta il rustico cartello all'inizio, non è certamente alla portata di tutti; il suo fondo accidentato richiede attenzione ed esperienza.

Alle 11.38 raggiungo il santuario del Monserrato, incantevole come sempre.
Scatto varie foto e proseguo a scendere verso il pino monumentale più a valle.

Quindi riprendo a salire in prossimità di un punto di controllo della gara; riuscirò anche ad immortalare un paio di concorrenti.
Raggiunta la sommità della piccola pineta, quattro chiacchiere con l'amico Gianni per poi riprendere a scendere verso il paese che raggiungo alle 12.37 dopo aver percorso quasi 18 chilometri.

Ma è ancora presto per rientrare, ne approfitto per andare a salutare Luigi e Susy in veste di controllori di gara, a cui scroccherò succo di frutta e panino al salame.

Max

lunedì 1 ottobre 2018

Trekking del 30 settembre 2018 - anello Reale Rio


Lunga camminata con partenza dalla spiaggia di Reale alle 8.20.
Inizialmente seguo il sentiero costiero fino al laghetto di Terranera, quindi attraverso un ampio sterrato raggiungo il comprensorio di Capo d'Arco.

Mi mantengo sull'anello alto per poi scendere fruttando una delle tante piste sterrate ed imboccare il "Sentiero dell'Isolotto d'Ortano" a cui non guasterebbe una leggera manutenzione e che mi porterà fino alla spiaggia di Ortano.

Attraverso la spiaggia e passo sul Sentiero dell'Amore.
Decisamente più trafficato del precedente, incontrerò infatti vari escursionisti, senza problemi raggiungo Rio Marina, sono le 10.30.

Cammino per oltre 400 metri sulla provinciale 27 quindi svolto a destra in direzione del cimitero, lo supero fino a raggiungere la provinciale 33.
Ancora un centinaio di metri abbondanti e finalmente ripasso sullo sterrato in direzione dell'eremo di Santa Caterina.

Sto per esaurire la riserva idrica, ho sottovalutato sia il caldo che la distanza, così una volta raggiunta la strada della Falconaia, salgo giusto il necessario per imboccare il sentiero Mezza Strega, come lo chiamano i bikers.
La speranza è di riempire le borracce con la vicina sorgente; purtroppo la troverò secca, non una goccia d'acqua, non mi resta quindi che procedere verso Rio Elba ed acquistare una bottiglia d'acqua.

Dopo una bella bevuta nella piazza del paese, salgo attraverso "Il Buchino" fino alle Panche, ma non ho voglia di salire fino a Cima di Monte, devo cercare di ridurre i tempi di rientro, così ancora asfalto fino al sentiero  220.

Appena lo imbocco, pietoso scenario di abbandono di rifiuti, caratterizzati principalmente da tubi in pvc.

Alle 12.42 mi collego alla GTE, pochi minuti e dalle Piane della Madonna seguo prima il 105, dove è stata collocata una catena di sostegno lungo un breve tratto un pò esposto, poi il migliore e decisamente più panoramico sentiero di cresta con cui scendo fino al pino monumentale nella valle di Monserrato.

Ancora tanto asfalto e finalmente alle 13.49 raggiungo l'auto parcheggiata a pochi metri dalla spiaggia.

Una camminata di oltre 24 chilometri, purtroppo con molto asfalto.

Max

venerdì 28 settembre 2018

Trekking del 26 settembre 2018 - Le Calanche


Ore 8.25, mi metto in cammino lungo il vecchio sentiero 24, quello che parte  dal rifugio San Francesco (sulla strada provinciale n° 37) ed attraverso una piacevole serie di tornanti consente di collegarsi al 107.

Purtroppo il rifugio è sempre più malmesso, il tetto sta lentamente crollando, mi rendo conto che è stata ricostruita la porta d'ingresso, curioso, magari chiuderla a chiave sarebbe stato ancora meglio visto che all'interno pezzi di eternit giacciono ancora sul pavimento e con il tetto pericolante non è certamente salutare entrare.

Foto di rito ed in pochi minuti sono sul 107, lo seguo in direzione di Masso all'Aquata, quindi tengo la destra sul nuovo 123 in direzione delle Calanche.
Con l'ascesa il freddo diventa insopportabile, colpa del forte vento da nord, lo avevo sottovalutato; sarà veramente difficile raggiungere la vetta e mantenere l'equilibrio nei tratti più esposti.

Anche il tragitto verso Malpasso non sarà facile, solo nel sottostante bosco di pini troverò riparo.
Man mano che mi avvicino al monte Maolo, fortunatamente la temperatura risale, incrocio alcuni escursionisti.
Riprendo quindi il 107 per ritornare al rifugio, che raggiungo poco prima delle 11.00 dopo un anello di circa 6.7 km.

Da segnalare:
Alcuni alberi caduti sul 24 e la scarsa segnaletica orizzontale sia del 123 che del 100.

Max

domenica 16 settembre 2018

Trekking del 16 settembre 2018 - Pomonte skyrace


Partenza col botto!
E si, si riparte con le passeggiate domenicali, perché col botto?
Perché caldo pestifero e percorso impegnativo ci hanno veramente messo alla prova.

Come itinerario odierno infatti, ho proposto all'amico Mario di fare in versione trekking, il tracciato della prossima skyrace di Pomonte/Chiessi.
Consapevole di cosa ci avrebbe aspettato, accetta di buon grado, così alle 7.53 iniziamo a salire verso monte Schiappone.

Pochi minuti e siamo già fradici di sudore e non ostante il tratto sia sempre in ombra, pazzesco!
Quasi un'ora per raggiungere l'incrocio con la GTE e che ovviamente seguiremo fino a ritornare nel paese.
Breve tratto in asfalto e riprendiamo a salire lungo il 104.

Mario non è molto entusiasta, l'anello intorno al m. Schiappone l'ha già appagato a sufficienza, ma lo incoraggio a proseguire, questa seconda salita non è ripida come la precedente...
Si, ma decisamente più lunga...

Unica consolazione, una leggerissima brezza di vento, ma è solo un'effimero piacere, infatti uno "stormo" di mosche assatanate, ci perseguiterà per gran parte dell'escursione.
Finalmente raggiungiamo il bivio con il 103, cominciano ad aumentare i tratti in ombra, ed una volta superato quello con il 110, so che ci aspetta una fresca sorgente d'acqua, sarà un vero piacere rinfrescarmi il volto e la capigliatura.

Bivio con il 125, sono le 11.05, finalmente si comincia a scendere.
Ci dirigiamo spediti verso il Semaforo di Campo alle Serre, breve sosta per qualche foto e proseguiamo la discesa, inizialmente piacevole, Mario addirittura ne correrà un centinaio di metri, quindi sempre più accidentata.

Al bivio con il recente 141 la scelta sulla direzione da seguire è scontata: abbandoniamo il percorso della skyrace e continuiamo sul 125 per raggiungere prima possibile Chiessi, decisamente stufi per la durezza del fondo e cotti da un caldo veramente insopportabile.

Breve sosta alla sorgente davanti la chiesa e ci trasciniamo verso Pomonte.
Il momento migliore della giornata?
La birra fresca all'arrivo!!!

Max

giovedì 16 agosto 2018

Pomonte-Cavo by night del 11/12 agosto 2018


Anche per questa estate Traversata Elbana in notturna.

Il ritrovo teorico è sul bus per Pomonte delle 18.45 da Portoferraio, ma di fatto vi saliremo alle 19.06 a Colle di Procchio, dal momento che alcuni di noi hanno deciso di fermarsi qui.

Così alla partenza siamo in 9, un bel gruppetto pronto a sfidare caldo e ragni...

Lungo la salita per m. Orlano ogni apertura nella vegetazione diventa una sosta per immortalare uno stupendo tramonto, ma per accendere le frontali c'è ancora tempo, sfrutteremo fino all'ultimo la fioca luce del crepuscolo.

Poi cala l'oscurità, buio pesto, per forza è luna nuova!

Max ed Alessandro guidano la fila, più indietro Alessandro Di C. ed io, pronto a correggere gli errori di percorso di Max, quindi Barbara, Fabio e Filippo; chiudono la fila Minna e Stefano, che gentilmente le fa compagnia.

Salendo verso Malpasso, i distacchi aumentano, saranno necessarie brevi soste per contare le luci sparse lungo il crinale.

Ormai divisi in due gruppi, affrontiamo la lunga discesa verso Colle di Procchio... e le numerose ragnatele!
Ci arriveremo a mezzanotte, dopo quattro ore di marcia, leggermente in ritardo rispetto al previsto.

Con estremo piacere reintegriamo le scorte d'acqua, benché in notturna, il caldo è veramente insopportabile, il mio fenix all'arrivo registrerà 27° di media.
Confidiamo comunque di recuperare tempo con i successivi tagli di m. San Martino e m. Orello; così sarà.

Raggiungiamo infatti casa Marchetti (2° ristoro) poco dopo le 2 del mattino e dopo una rigenerante "doccia fresca" a fonte Schiumoli.

E Minna?
Sappiamo che Barbara, Fabio, Filippo e Stefano si sarebbero fermati a Procchio, dove avevano parcheggiato le auto, ma non abbiamo idea se anche Minna abbia deciso di fermarsi, oppure ci segua a distanza, per nulla intimorita dal buio, dal caldo e dalle ragnatele.

Pochi minuti e proseguiamo il cammino lungo il Buraccio, Alessandro e Max sempre in testa, Alessandro Di C. benché in grado di tenere la loro andatura, rallenta volutamente per farmi compagnia.

Arrivo alle Panche che sono passate da poco le 4.00, Max ed Ale stanno già mangiando, qualche foto e si riparte.

Alessandro, perfettamente in grado di sostenere un' andatura decisamente più veloce, ci comunica che per esigenze sentimentali (la fidanzata) deve prendere il bus delle 6.30 da Cavo, così insieme a Max allungano il passo.

Ritroveremo Max lungo la salita di m. Grosso, Alessandro per far prima ha proseguito lungo la Parata.
Una volta sulla vetta, altre foto, l'alba sta per sorgere.
La immortaleremo lungo la discesa di Colle Vita.

Ormai l'ultimo sforzo, i tornanti in asfalto poco prima di raggiungere il Mausoleo; li superiamo grazie al miraggio dell'imminente bagno in mare ed alla successiva colazione che a breve ci aspettano; di barrette ed integratori non ne posso più!

Alle 7.01 concludiamo la traversata, 47 chilometri con 2359 metri di ascesa, ma soprattutto con temperature oltre i 30 gradi!

Il bagno sarà un bellissimo toccasana, quindi paste a volontà!
E Minna?
"Prova a chiamarla" suggerisco a Max
Ma il suo cellulare ha appena esaurito la batteria, come del resto la sua frontale e perfino il suo gps lungo il tragitto!

Ma non passeranno più di dieci minuti che il sorriso amorevole di Minna si manifesta ai nostri occhi; la fanciulla si è fatta in solitario da Procchio a Cavo senza nessun problema.
Fantastica!

Rientrando a Portoferraio con l'aliscafo delle 9.00, ci abbandoniamo fra le braccia di Morfeo.

Max

domenica 1 luglio 2018

Walk and work del 01 luglio 2018 - s. 118


Primo luglio 2018, breve intervento di controllo e piccola manutenzione sul sentiero 118 (GTE) dal m. Perone fino ad incrociare il s. 117.

Non sono ancora le 7.00 quando mi incammino lungo il sentiero 118, ho lasciato l'auto a pochi metri dalla provinciale 37 e la prima cosa che balza agli occhi è l'ottima pulizia che è stata fatta in tutta l'area attrezzata del m. Perone.

Purtroppo l'intervento di manutenzione si esaurisce ai piedi della torre di avvistamento antincendio e come temevo, per proseguire occorre farsi largo fra l'erba particolarmente rigogliosa per alle continue precipitazioni di una stagione decisamente insolita.

I rovi ovviamente la fan da padrone, con la loro velocissima crescita, protendono i loro irti rami sul sentiero in più tratti; avrò un bel da fare per farmi strada, dal momento che non sono un amante delle camminate "fra i fiori" ma utopisticamente faccio il possibile per rendere i sentieri locali più "puliti" e percorribili possibile (da chiunque e non solo dai "cinghialotti").

Gioisco così per ogni nuovo sentiero (vedi la via Maestra Riese) ma se poi non si è in grado di mantenere percorribili i preesistenti (come la GTE) sorge spontaneo porsi qualche dubbio sull'operato di enti ed associazioni che dovrebbero avere l'onere di provvedere...

Impiegherò quindi quasi due ore per scendere di circa 1.7 chilometri fino alla biforcazione con il sentiero 117.
Un bel sorso d'acqua e riprendo il cammino a ritroso amareggiato per la prevedibile situazione trovata che certamente interesserà numerosi altri sentieri.

L'alternativa è di approfittare del primo caldo estivo e fare un bel tuffo in mare o per lo meno è quello che suggerisco ad eventuali escursionisti, per il prossimo autunno invece, sarà necessario ricorrere alla bacchetta di Sambuco, utilissima anche contro gli incapaci...

Max

giovedì 28 giugno 2018

La Via Maestra Riese


Nel pomeriggio del 27 giugno 2018 breve escursione lungo un tratto della Via Maestra Riese di recente apertura ed inaugurazione.
Lascio l'auto vicino al bivio fra la provinciale 28 e la 32 e dopo circa 130 di salita  lungo l'asfalto, un segnavia verticale sulla sinistra ne indica l'imbocco.

Il percorso, al momento lungo 1.8 chilometri, sale regolarmente, permettendo al viandante un andatura costante fino alla fine, sempre sulla provinciale 32 presso la curva a gomito che immette nel varco roccioso localmente noto come canyon.


Le estremità sono più brulle ed esposte al sole, mentre lungo la parte centrale si procede al riparo dei lecci.


Dopo circa 1.3 chilometri, interseca il sentiero 255 che sale al castello del Volterraio.
Al momento il segnavia alla partenza è l'unica segnalazione presente, presumo comunque che presto sarà segnalato a dovere.

Max

domenica 3 giugno 2018

Trekking del 03 giugno 2019 - da San Martino al Caposaldo Tivoli


Dopo aver ricevuto comunicazione dall'amico Pasquale sulla scoperta di ulteriori trinceramenti inerenti il caposaldo Tivoli, approfitto della mattinata libera per andare a verificare.

Parto dal parcheggio di San Martino alle 7.31 per fare un po' di sentieri e lentamente, sfruttando parte del 221, raggiungo l'ampio sterrato della GTE prima del Poggio del Molino a Vento.

Una volta arrivato a Buca di Bomba, proseguo verso le Mezzane seguendo il sentiero 248 ed alle 9.15 raggiungo l'asfalto del Monumento o "Passo del Monumento" come riporta un cartello ben fatto sul bivio con il 244.

Mi incammino quindi verso la sommità, giusto per scattare qualche foto alle suggestive testimonianze belliche nascoste fra la vegetazione.
Vegetazione che grazie alle continue piogge, è particolarmente rigogliosa, tanto da occultare parte del sentiero.

Ritornato sul 248, proseguo qualche decina di metri verso monte Tambone per poi piegare a sinistra e scendere lungo un più recente sentiero che adesso è stato decisamente ampliato sfruttando i vecchi trinceramenti e con cui ho la possibilità di visitare un altro bel ricovero e ritornare all'asfalto della provinciale.

Una piacevolissima scoperta che arricchisce ulteriormente quello che durante l'ultima guerra, costituiva il caposaldo Tivoli, come perfettamente esposto dal pannello informativo collocato dall'associazione Elbafortificata lungo il sentiero principale.

Decisamente soddisfatto, alle 10.08 riprendo il cammino di ritorno ed attraverso un divertente single track un tempo sfruttato dai bikers, torno a San Martino dopo aver percorso circa 13 chilometri.

Max

domenica 15 aprile 2018

Walk and work del 15 aprile 2018 - 7000 passi


A poco più di un mese dall'edizione 2018 dell'Elbatrail, inizio l'opera di controllo e manutenzione dei percorsi di gara.
Decido per la 7000 passi, così alle 8,30 comincio a salire lungo via La Fornace a Marciana Marina.

Lentamente e con molta pazienza, soprattutto per diluire lo sforzo nell'arco della giornata, impiegherò oltre 2 ore e mezzo per percorrere i primi 4 chilometri con cui raggiungo la provinciale del m. Perone.
La rimozione di numerosi rami caduti ed il taglio dell'invadente vegetazione, mi rallenteranno più del previsto.

Evito lo strappetto del s. 118, già controllato poco tempo fa, e seguendo l'asfalto mi innesto sulla GTE in direzione m. Maolo.

Sempre lentamente, ma senza particolari interventi, raggiungo il bivio con il sentiero 125, su cui finalmente inizio la discesa; discesa che mi farà risparmiare energie ma non tempo, infatti numerose saranno le operazioni di potatura e pulizia dei rami dal terreno.

Raggiunta nuovamente la GTE (sentiero 6 per intenderci) proseguo più spedito passando successivamente sul 101 con cui raggiungo San Cerbone non senza effettuare qualche energico taglio.

Attraverso le vie di Marciana per poi risalire brevemente lungo il 103, solo poche decine di metri, giusto il necessario per imboccare il 157 (ex 13) con cui supero il cimitero del paese e proseguo verso valle.

Sarà con il sentiero 150 che raggiungerò il lungomare di Marciana Marina per chiudere l'anello e completare il percorso.

Oltre 18 chilometri in 7 ore abbondanti di cammino e lavoro...

Max

giovedì 12 aprile 2018

Libeccio Trail - 22 aprile 2018



Domenica 22 aprile alle ore 9.30 al via la seconda edizione del LIBECCIO TRAIL, il percorso di 20 chilometri, con partenza e arrivo a S.Andrea, si snoda su sentieri immersi nel verde del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano con il suggestivo passaggio dalla vetta del monte Giove.

In contemporanea alla corsa ci sarà un trail walking con partenza alle ore 10.00.

Una bella giornata di sport a cui sarebbe un peccato mancare.

mercoledì 28 marzo 2018

Walk and work del 25 marzo 2018 - Ulivata


Breve camminata in compagnia di Mario da Sant Ilario abbinata ad utili interventi di manutenzione sia sul sentiero 117 che sul 115.
Per entrambi ci siamo limitati a ripristinare il passaggio ostruito da alcune piante abbattute dal vento.

Niente di particolare da segnalare nel tratto di ritorno da m. Perone al paese se non la bella pulizia che hanno effettuato intorno al Casotto, finalmente liberato dall'invadente vegetazione.

Max

giovedì 15 marzo 2018

GTE Trail: Cavo - Pomonte - Cavo del 13 e 14 marzo 2018


Nell'esperienza pazzesca dello scorso anno mi era dispiaciuto aver rallentato l'andatura a Minna così quando a dicembre mi ha sorpreso proponendomi di rifarla, ho dedicato gennaio e febbraio a lavorare su chilometri e resistenza.

Come data per questa seconda edizione avevo pensato al 4 marzo, purtroppo le avverse condizioni meteo ci impediranno di effettuarla, idem quelle dell' 11 marzo.

Con un'imminente intervento chirurgico per fine mese, non sopportavo l'idea di rinunciare così ho colto l'attimo, una breve finestra di bel tempo fra un susseguirsi di perturbazioni e martedì 13  alle ore 6.37 inizio la mia avventura da Cavo.

Stavolta in solitario, gli improrogabili impegni di Minna le impediscono durante la settimana di partecipare, mi spiace veramente!

Per quanto riguarda la prima tappa tutto ok, usufruisco dei soliti punti di rifornimento idrico/energetico a Casa Marchetti e Colle di Procchio.
Una traversata quasi perfetta se non fosse per un forte vento di ponente che specialmente in zona Perone sarà estremamente fastidioso.

Arrivo a Pomonte addirittura rallentando volutamente l'andatura, sono in anticipo sulla tabella di marcia e temo che la moglie non sia ancora arrivata.
A lei ho affidato vestiario, attrezzatura notturna e viveri.
Fortunatamente è già in posizione ad attendermi, anche se non mi aspettava così presto, sono le 16.56 

Non rendendomene conto, mi concedo una sosta decisamente prolungata, una rinfrescata ai piedi nell'acqua del torrente, il cambio completo del vestiario e del gps e dopo essermi rifocillato, alle 17.39 mi rimetto in marcia verso Cavo.

"Quindi sei deciso a proseguire?". Mi interroga Grazia.
"Certo" Rispondo senza esitazione, "Male che vada ti chiamo, tieni il cellulare acceso".
Sapere che posso fare affidamento su di lei mi è di notevole conforto.

Riesco a sfruttare fino all'ultimo la luce di un bellissimo tramonto quindi raggiunto m. Orlano indosso la frontale.
Con l'oscurità tutto cambia, oltre alla stanchezza, sarà soprattutto la mia limitata vista a rallentarmi.

L'impervia salita per Malpasso sarà drammatica, idem i successivi attraversamenti sul granito, il rischio di farmi del male è decisamente alto; non si contano gli inciampi o le mezze storte che mi rallegreranno per l'intera nottata...

Riesco ad aumentare solamente sul fondo compatto ed omogeneo dove la GTE è ben delineata, unico conforto, la media decisamente migliore rispetto a quella del 2017.

Espugno monte Grosso in circa 31 minuti, non pochi ma fatti senza grosse sofferenze.
Avvicinandomi al mausoleo Tonietti finalmente si intravede un po' di luce, il sole sta per sorgere, uno stupendo regalo che mi consente di aumentare l'andatura senza dover rischiare di cadere.

Tolgo la frontale, odo il suono delle onde che si infrangono sulla costa.
"Dai è finita" Ripeto fra me e me.

Il Casio segna le 6.52 del 14 marzo, dopo 24 ore e 15 minuti finalmente ho portato a termine dignitosamente la mia "pazzesca" traversata.

Un grazie alla moglie che ad intervalli più o meno regolari, mi ha telefonato durante tutta la notte per sincerarsi sul mio stato fisico e un grazie a Minna, che se non mi avesse proposto di ritentare l'impresa, adesso non sarei qui, stanco ma estremamente felice.

Max

p.s. Attrezzatura usata:
1 lampada frontale Onnight 410 + 1 Actik di scorta
2 eTrex 30, uno per l'andata e l'altro per il ritorno, da cui ho ricavato i seguenti dati totali: 100 km percorsi con + 5.600 metri abbondanti di ascesa accumulata.

Attrezzatura dimenticata:
occhiali da vista!!!!

domenica 11 febbraio 2018

Trekking del 11 febbraio 2018 - m. Serra, m. Giove e Portello


Parto alle 7,23 dalle Panche in compagnia di Mario e Tamara; l'itinerario non è ancora ben definito.
Inizialmente ci dirigiamo verso l'Aiai di Cacio evitando la GTE, il sentiero lungo il versante est forse ci offrirà più riparo dal vento gelido di tramontana.

Raggiunta la prima meta, decidiamo per un giro a monte Serra, il 202 é ben manutenuto e segnalato.
Tornati all'Aia di Cacio, scendiamo verso Santa Caterina e proseguendo raggiungiamo la vetta del Giove con il 259, veramente un bel percorso, le rovine del castello, recentemente ripulito da buona parte della vegetazione, destano sempre un gran interesse.

Decidiamo così di proseguire sulla vetta fino ad affacciarci sul cantiere di Valle Giove, spettacolo!
Quindi dietro front e scendiamo verso il laghetto rosso delle Conche, dal livello decisamente sempre basso non ostante le recenti piogge.

Foto di rito e proseguiamo verso il cantiere di Valle Giove sfruttando l'ampio sterrato che passa dal Portello.
L'officina recentemente ripulita dai rovi è semplicemente fantastica, per lo meno lo è per me, amante da sempre di queste nature morte industriali.

Mario e Tamara sono decisamente più attratti dai minerali di pirite dell'enorme cava vicina, lavati recentemente dalle precipitazioni, brillano come diamanti in questa bellissima giornata di sole.

Raggiungeremo a passo spedito la strada della Parata e percorrendola fino a Rio Elba, torneremo all'auto con la tosta salita del Buchino alle 13,18 dopo aver percorso 19 chilometri e mezzo.

Max

GTE Trail - 8 febbraio 2018


Come programmato, per giovedì 8 febbraio, decido di rifare la GTE (storica) da Pomonte a Cavo.

Non ostante la leggera pioggia durante il trasferimento in bus verso Pomonte, sento che è la giornata giusta.
Parto in orario alle 6,26 con una temperatura che invita al movimento, come frontale, la mitica Onnight 410.

Benché presti la massima attenzione nel salire, il granito bagnato è estremamente scivoloso, dopo aver perso l'equilibrio tre volte, la quarta sarà fatale; per fortuna niente di rotto.
In compenso il 18 ben ripulito mi consentirà di scendere a Colle di Procchio con maggior sicurezza e facilità.

L'intenzione è di fare un tranquillo allenamento, ma visto che ho solo un paio di minuti di ritardo sul mio miglior tempo, lascio andare le gambe e vediamo che succede.
Così saluto Susanna che è venuta a farmi il primo punto di ristoro, trattenendomi giusto il tempo di una bevuta, le lascio i bastoncini e scappo via.
La rivedrò a casa Marchetti con Monica e Mario, da dove mi scorteranno fino a Cavo.

Purtroppo salto l'incontro con Minna che mi era venuta incontro da Santa Rita, leggerò in ritardo il messaggio con cui mi informava del suo percorso.

Che le gambe girano bene lo vedo arrivando con un certo anticipo a casa Marchetti, spendo quindi meno di dieci minuti per riempire le borracce, mangiare un po' di grana e un pacchetto di patatine, ormai sono una prassi!

Partiamo quindi tutti e quattro alla volta di Cima di Monte, ma ben presto sarà solo Mario ad accompagnarmi, le bimbe hanno decisamente un altro passo...

Come anticipato ai miei compagni, avevo l'intenzione di chiudere la traversata con il 61, ma avvicinandomi al mausoleo Tonietti mi rendo effettivamente conto che posso abbassare sensibilmente il mio personale di 9 ore e 52 minuti.

Quindi seguendo fedelmente il vecchio percorso, senza esitare svolto a sinistra.
Il piacevolissimo rumore delle onde che si infrangono sulla costa ci conferma che siamo alla traguardo.
Con un allungo finale stopperò il cronometro del mio Fenix a 9 ore e 16 minuti!

Un'inaspettata quanto sorprendente prestazione che festeggeremo al bar Pierolli con birra e patatine.

Max