sabato 18 novembre 2017

Trek del 18 novembre 2017 - s. 14 e Raggio Verde


Stamani, breve escursione da Marciana.

Partendo con il sentiero 3 (103) salgo lungo la via crucis, dove un castagno caduto, al momento ostacola solo parzialmente il passaggio.
Pochi minuti ed incrocio il 14 su cui proseguo benché dal bivio sia stata rimossa sia la segnaletica verticale che quella orizzontale; evidentemente rientra fra i sentieri che l'ente Parco ha deciso di eliminare.

In effetti è piuttosto trascurato ed in chiusura dalla vegetazione, ma al momento sempre percorribile senza particolari problemi.
La situazione migliora decisamente una volta raggiunto il bivio con il 13 (113), che evidentemente rientra fra quelli "salvati"; il fondo è libero da rami caduti e pare manutenuto.

Poche decine di metri e con mia piacevole sorpresa, in zona "Canali" il 14 (114) viene fatto "resuscitare".
Ben percorribile e quasi privo di intralci (mi fermerò solo pochi minuti a tagliare le fronde di un castagno abbattuto dal vento) mi consente di passare al s. del Raggio Verde come sempre, perfettamente manutenuto.
E' privo del minimo ostacolo, sarà per questo che è stato elevato al grado di GTE!

Inizialmente pianeggiante è con la successiva parte decisamente più ripida ed impegnativa che raggiungo Serra Ventosa.
Il freddo vento da nord mi gela il sudore, indosso velocemente giacca e cappello di lana, ma sarà ugualmente un patimento raggiungere la fortezza pisana.

Concludo con un'osservazione sulla nuova segnaletica verticale, che finalmente conforme alle direttive CAI, espone a mio avviso, dei tempi di percorrenza decisamente "generosi".

Max

domenica 12 novembre 2017

Trek del 11 novembre 2017 - anello da San Piero


Per sgranchire un po' le gambe fra un trail e l'altro, per stamani passeggiata dal campo sportivo di San Piero.
Occasione che mi darà la possibilità di valutare lo stato di alcuni sentieri su cui dovrebbe svilupparsi la prossima Elbatrail.

Partiamo alle 8.39 lungo il 35, superiamo il molino del Moncione fino a raggiungere il bivio con il 34, tutto sufficientemente pulito e ben percorribile!
Al contrario la salita lungo il 34 è meno agevole, sia per la vegetazione più invadente ma soprattutto per il fondo pesantemente eroso dalla pioggia.

Superato un bel caprile sulla sinistra (Tozza al Protano) basta salire di poche decine di metri per raggiungere il bivio che porta a Pietra Murata, altro luogo da visitare assolutamente.
Avendolo fatto più volte, proseguiamo per girare sul 30 e successivamente sul sentiero del Collaccio, con cui raggiungiamo Masso alla Quata.

Scaldati finora da un bel sole, entriamo nell'umido bosco seguendo il sentiero 7, la temperatura è decisamente più bassa, tanto che mi fermo per indossare giacca e cappellino di lana.

Passando dall'area picnic del Perone, notiamo il cedimento di staccionata e segnavia, ma senza fermarci, continuiamo la discesa lungo il 5.
Ne percorreremo altri 800 metri circa, per poi passare, come indicato dal nuovo segnavia, sul sentiero che porta al romitorio di San Francesco.

A discapito di un segnavia ben fatto, che fa pensare sia ben percorribile, il sentiero dopo pochi metri diventa decisamente chiuso, avanziamo con difficoltà facendoci largo fra la fitta vegetazione (pino caduto compreso).
Toccherà rimboccarci le maniche se vogliamo far passare gli atleti di qui!

Scendendo, la situazione fortunatamente migliora, occorre sempre un po' di manutenzione, (zappa compresa) ma si procede abbastanza bene.

Raggiunto San Francesco, approfitto per scattare un paio di foto, quindi dopo 250 metri di asfalto, imbocchiamo il 7A a fianco della chiesa Romana.

Meno di mezz'ora e siamo nuovamente all'auto, dopo una camminata di oltre 13 chilometri, sono le 12.52, concluderemo piacevolmente l'escursione con vino rosso e piatti locali gustati all'Hostaria di San Martino.

Max

P.s. non ostante i nuovi segnavia a bandiera incollati sulla roccia e la segnaletica verticale espongono una nuova numerazione dei sentieri attraversati, al momento continuo a descriverli con la loro vecchia numerazione; presumo mi ci vorrà del tempo per "digerire" anche questa novità...

lunedì 30 ottobre 2017

Avventure speleo - Quota 21


Lunedì 30 ottobre 2017, dopo innumerevoli "prima o poi" e più di un sopralluogo, prendiamo la decisione di andare ad esplorare una fessura in parete che ci incuriosisce da troppo tempo.

Dopo circa una mezz'ora di cammino, finalmente scarichiamo a terra zaino e le pesanti borse con l'attrezzatura (casco, corde, imbracature, moschettoni...).

Un paio di minuti per individuare la spaccatura nella roccia quindi, fissato l'ancoraggio, mi ci vorrà più di un tentativo per far scivolare la corda nel punto giusto.
"Ci siamo!" Grida Mario dal basso.

Pochi secondi e lo vedo sparire, presumo stia salendo prudentemente verso il foro.
Poi finalmente la sua voce: "E' una galleria, entro!" Esclama entusiasta.

Grande notizia, per troppo tempo ci siamo interrogati se lo fosse.
Guardo immediatamente l'ora, sono le 9,56, incrocio le dita e resto in attesa.

Passano i minuti, continuo a fissare la corda immobile, di Mario nessun segno.
Prendo la mia attrezzatura e mi dirigo verso l'ingresso.
Sono le 10,17 quando lo vedo uscire, bene, mi avvicino curioso per sapere cosa ha scoperto.

"Sarà lunga un 150 metri, con bellissime formazioni calcaree ed una'interessante vena di malachite, ma fai attenzione, è pericoloso".
Le sue ultime parole mi fanno esitare, specialmente dette da lui che è solito sottovalutare queste situazioni.

Ma il desiderio di entrare è troppo forte, qualche consiglio ed inizio a salire.
La cosa si rivelerà più facile del previsto, in breve tempo sono già all'interno.
Accendo la frontale, estraggo la macchina fotografica ed inizio lentamente ad avanzare lungo la galleria.

Avvicinandomi al primo modesto crollo, rivela la sua bellezza.
Le formazioni calcaree sono stupende, resto incredulo per l'innumerevoli stalattiti e per la quantità di acqua che sotto forma di piccole gocce, sta scendendo dalla volta.
Bellissimo!

Proseguo fino a trovare la vena di malachite, poi ancora formazioni calcaree perfino sul pavimento, sembra di avanzare nel ghiaccio, fantastico.

Raggiungo quindi la fine della galleria, mi rendo conto solo adesso del fastidioso caldo umido che c'è; apprezzerò con piacere la migliore qualità dell'aria avvicinandomi all'uscita, bellissima galleria, esplorazione indimenticabile.

Max