domenica 1 febbraio 2015

Trail da Cavo a Patresi (GTE lunga)


Giovanni, tutta colpa di Giovanni, ma quando un "Grande" (e non solo per le sue indiscusse doti atletiche) organizza un bel trail di due giorni da Cavo a Patresi (GTE lunga) non puoi non unirti a lui ed al suo bel gruppo di amici che in barba all'allerta meteo se ne sono venuti dal Mugello a divertirsi lungo i nostri sentieri elbani.
Così in compagnia di Minna, Susanna e Max, (runners locali) aderisco con entusiasmo a questa avventura.

Sabato 31 gennaio 2015
La partenza, leggermente in ritardo da Cavo è intorno alle 10.00, questo perchè i nostri ospiti dopo essere sbarcati dal traghetto a Rio Marina (a causa del fermo dell'aliscafo) hanno dovuto raggiungerci in bus.

Approvando la loro decisione, evitiamo di partire con il 60 ma sfruttiamo il 61 per raggiungere brevemente il mausoleo Tonietti ed immetterci sulla GTE; solo alcuni di loro la seguiranno esattamente.

Una temperatura piacevole ed un vento moderato ci accompagneranno lungo tutto il percorso, intervallato da varie soste, sia per ricompattare il gruppo che per scattare qualche foto; unica nota storta la caduta di Susanna che più per prudenza che per i danni riportati, preferirà lasciarci a casa Marchetti e rientrare in auto.

Un primo assaggio delle instabili condizioni metereologiche lo riceviamo scendendo da Monte Orello, una grandinata di qualche minuto, giusto per farci indossare le giacche... ma in assenza di ulteriori precipitazioni, preseguiamo non senza una sosta collettiva a fonte Schiumoli per dissetarci e riempire le borracce.

L'arrivo a Colle di Procchio sarà intorno alle 17,30 dopo aver percorso circa 33 chilometri.


Domenica 1 febbraio
Durante la notte grandine e lampi suggeriscono di restare a letto, ma il pensiero che i miei compagni si troveranno alle 8.00 a Colle di Procchio per la seconda tappa mi impedisce di poltrire; raccatto tutto ciò che potrebbe servirmi (scarponi da trekking compresi) ed esco di casa bagnato da una leggera pioggerella.

Minacciose nubi scure non fanno presagire nulla di buono, raggiungo il punto di ritrovo in perfetto orario, sperando di trovare qualcuno più propenso (come il sottoscritto) a ritornare a casa piuttosto che ad avventurarsi fra i monti.
Ma la vista di Stefano, in perfetta tenuta running, mi dissuade da qualsiasi proposta disfattista; parcheggio l'auto ed accetto la sfida!

Ben presto vengo raggiunto da Minna e Susanna, la caduta di ieri non ha minimamente intaccato la sua voglia di correre e con l'arrivo del bianco torpedone dei nostri amici, alle 8,20 iniziamo a salire lungo il sentiero 18.

La lenta andatura per la considerevole ascesa ci regala insoliti paesaggi di grigi nuvoloni che scaricano la loro pioggia in mare; al momento ci preoccupa di più il rombo di qualche tuono in lontananza.

Giusto il tempo di una bella foto di gruppo al monte Perone che avvicinandoci al Maolo la neve comincia a cadere sulle nostre teste, conferendo in breve tempo un incantevole aspetto invernale all'ambiente circostante.
Non ostante ciò, Giovanni con i più bravi decide di deviare per la vetta del Capanne, affidandomi l'incarico di guidare il resto del gruppo lungo il sentiero 5 e successivamente lungo 1 e 6 (GTE).

Ma sarà solo lungo il 28 che ci raggiungerà, mentre Minna ci ha lasciato già da parecchi minuti al bivio con il 125, ha scelto di rientrare verso casa.
Distratto dal cellulare Giovanni non mi informa sulle sue intenzioni di abbandonare la GTE per passare dalla Madonna del Monte, ne verrò a conoscenza troppo tardi, ormai il mio gruppo sta salendo lungo il 10 verso la Tavola; si continua tutti con la GTE!

Finita la salita, il versante sud colmo di nubi, ci sorprende con un'altra inaspettata nevicata, certamente non abbondante ma sicuramente suggestiva; la cosa non mi preoccupa assolutamente, anzi sono ancora più felice della mia scelta.

Fanalino di coda, percorro gli ultimi chilometri in compagnia di Iole, Susanna e Stefano all'insegna delle risate, conservando ancora una buona forma fisica e per nulla affaticato; anzi se non fosse per la pesante giacca da trekking che indosso, ottima per ripararmi dagli agenti atmosferici ma certamente non adatta alla corsa, avrei sicuramente aumentato l'andatura.

Verso le 14.00 raggiungiamo l'autobus in attesa a Patresi salutati da un bellissimo sole, e si, oggi non ci siamo proprio fatti mancar nulla!
Mentre i nostri compagni di trail stanno finendo di cambiarsi, lo sguardo felice di Giovanni esprime eloquentemente tutta la sua soddisfazione per la sgambata di questi due giorni.

Non posso che ringraziarlo come ringrazio tutti gli altri per la piacevole compagnia e la bella avventura.

  Max