mercoledì 31 dicembre 2025

Trekking del 31 dicembre 2025: anello Semaforo di Campo alle Serre

 

Trentuno dicembre 2025, splendida giornata, ideale per salutare l'anno corrente con una bella passeggiata.

Mi dirigo in auto verso il versante occidentale dell'isola, supero Pomonte, Chiessi e parcheggio l'auto a pochi metri dal sentiero 176.

Ho intenzione di effettuare un percorso ad anello che mi consenta di visitare il Semaforo di Campo alle Serre, per questo inizio il cammino lungo la provinciale.
Sono quattro chilometri di asfalto fino a Chiessi, in questo periodo praticamente privo di traffico e devo ammettere passano più in fretta di quanto pensassi.

Dopo quasi un'ora raggiungo l'imbocco del sentiero 125, breve sosta per alleggerire il vestiario ed alle 12,10  inizio a salire.
Ho sempre nutrito forte antipatia per questo sentiero, forse per l'estenuante salita, forse per il fondo duro e sconnesso, forse per l'esposizione al sole, forse per questo lo affronto con calma, molta calma, per poi aumentare lentamente l'andatura quando la pietra comincia a cedere il posto al morbido terreno, (scavato in più punti dai cinghiali), dove la pendenza diventa meno impegnativa ed il cisto viene rimpiazzato dalla macchia ad alto fusto , corbezzolo fra tutti.

Dopo quasi un'ora e venti raggiungo la biforcazione fra il 125 ed il 176A, purtroppo privo di segnaletica, proseguo a diritto su quest'ultimo mentre il 125 piega a destra.
Altri sette minuti ed eccomi di fronte al vecchio Semaforo.

Tolgo lo zaino e mi siedo al sole.
La luce del sole è fantastica, uno spettacolo di colori, la salita per arrivaci è sempre faticosa, ma lo sforzo viene ampiamente ripagato dalla bellezza del luogo.
Uno dei miei preferiti, un magnifico regalo di fine anno, penso fra me e me, mentre gusto una succosa arancia fissando le rovine della struttura.

Come sempre dedico svariati minuti a visitarla, a fotografarla, ogni volta come fosse la prima volta.
Dopo quasi quaranta minuti, riprendo il cammino.
Meno di quattrocento metri ed eccomi al bivio fra 125 e 176, ovviamente piego a sinistra sul 176.
Sono passati diversi anni dall'ultima volta che l'ho percorso e nell'avanzare riaffiorano alla memoria molti ricordi.
Prestando molta attenzione ad alcuni passaggi tecnici, scendo comunque con piacere ed il progredire è fluido ed entusiasmante.

In meno di quarantacinque minuti raggiungo la provinciale, l'auto è a pochi metri, concludo ampiamente soddisfatto la mia escursione di 9,5 chilometri, sono le 15,03 quando spengo il gps, adesso posso tornare a casa.

Max

lunedì 8 dicembre 2025

Trekking del 8 dicembre 2025: da Cavo a Schiopparello


Sono passate da poco le 5,00 quando apro gli occhi, lo zaino ai piedi del letto è pronto dalla sera prima, la scelta è facile, aliscafo delle 6,50.
Ho tutto il tempo a mia disposizione, così scendo al porto a piedi ed in perfetto orario parto alla via di Cavo.

Venti minuti di navigazione ed alle 7,12 accendo il gps, il molo è ancora avvolto dalla luce crepuscolare mentre ad est le varie tonalità di arancio dell'alba sono di ottimo auspicio.
La temperatura è decisamente sopra la media.

Dieci minuti per percorrere il lungomare con tanto di albero di Natale, piacevolissima sorpresa, quindi un segnavia mi invita a girare a sinistra ed attraversata la circonvallazione Faleria inizia lo sterrato della GTE.

Dopo sei tornanti raggiungo il bivio con la GTE Storica (scelta dai runners per raggiungere nel minor tempo possibile Pomonte, l'estremità opposta dell'isola).
Ovviamente con una brevissima deviazione dedico qualche minuto a fotografare il mausoleo Tonietti.

Tornato sul percorso, seguo la segnaletica per monte Grosso, un tempo sede di un semaforo della Marina Militare (il gemello di quello di Campo alle Serre).

Supero l'ingresso dell'agriturismo Amandolo, sono le 8,10 chissà se Alessandro è già a lavoro?

Riprendo quindi a salire, avvicinandomi alla vetta, il sentiero che sale tortuoso nella macchia cede il posto ad un'ampia strada sterrata ed alle 8,51 oltre la staccionata in legno, il panorama su Portoferraio ed il versante nord occidentale dell'isola è veramente notevole.

Breve tratto pianeggiante a fianco della proprietà per poi affrontare una tecnica discesa di pietre sconnesse ed oltretutto bagnate dall'umidità notturna, dovrò prestare molta attenzione.

Evitando di cadere (ci sono andato vicino un paio di volte) alle 9,22 raggiungo l'asfalto della provinciale della Parata, solo pochi metri perché la GTE mi riporta subito sullo sterrato.

Inizialmente è ripido e tecnico, ma solo per poche decine di metri, poi una volta entrati nell'alta macchia, si procede con piacere.
Giungo così all'Aia di Cacio, avrei intenzione di fermarmi e mangiare qualcosa ma la zona è investita da una fastidiosa brezza di scirocco, così decido di affrontare l'impegnativa salita del monte Strega e fermarmi a pochi metri dalla vetta.

Giusto il tempo di mangiare una banana ed indossare la giacca, il sole purtroppo è ovattato dal un vasto manto di basse nuvole grigie.
Avvicinandomi al monte Capannello una coppia di escursionisti mi domanda se non ho paura dei cacciatori.
"Perché dovrei? Rispondo immediatamente.

Mentre al cacciatore che mi vede arrivare sulla vetta del m. Capannello e sarcastico mi domanda se è dura la salita, rispondo:
"Non è la salita, è la vecchiaia!"

Breve sosta anche alle Panche, il sole sembra riprendere posto nel cielo e per le prossime salite non avrò certamente bisogno della giacca.

Lentamente mi incammino verso Cima del Monte, dove per puro orgoglio, riesco a raggiungere e superare un gruppetto di escursionisti.
Poche decine di metri dopo un inaspettato incontro con un gruppo di bikers piombinesi (mi diranno), li saluterò con un "Bravi!".

Finalmente tutta discesa, certo a tratti è sconnessa ed occorre attenzione, ma una volta raggiunto il bivio col sentiero 220 posso camminare in maniera decisamente spedita.

Supero l'agriturismo "Tra Terra e Cuore" e mi dirigo verso Casa Marchetti lungo la provinciale per Porto Azzurro.
Ma in prossimità del bivio per Strada del Fabbrello scelgo di passare su quest'ultima e concludere la mia escursione a Schiopparello in prossimità del bar La Curva, dove la moglie, precedentemente avvertita è venuta a prendermi.

Ventuno chilometri esatti percorsi tranquillamente in sei ore e mezzo per godere pienamente della splendida giornata.

Max