martedì 21 maggio 2024

Trekking del 18 maggio 2024: anello dal Volterraio all'Aia di Cacio

La bella giornata di sole dalla piacevole temperatura è l'ideale per una passeggiata lungo i sentieri dell'isola.

Così parcheggio l'auto nel piccolo piazzale sterrato ai piedi del castello del Volterraio, a pochi metri il segnavia verticale indica in 40 minuti il tempo di percorrenza per raggiungere il maniero, il sentiero è il 255, sono le 9,04.

Salgo lentamente, la scusa è quella di fotografare, parzialmente vero, ma sono gli alti gradini in legno a farmi venire l'affanno!

In prossimitò del maestoso olivastro mi ritrovo ad un tu per tu con un grosso esemplare di biacco che si sta scaldando al sole, mi arresto immediatamente mentre la mia mano cerca lentamente di togliere il tappo dell'obiettivo.

Purtroppo la vicinanza è tale da non far passare innosservato il mio gesto... odorandomi con la sua lingua, sparisce senza troppa fretta fra le piente di cisto.

Peccato!

Avvicinandosi alla chiesina di San Leonardo, si riesce a procedere con minor fatica, raggiungerò le mura del castello in venti minuti.

Breve sosta, dal momento che l'ingresso è chiuso e riscendo fino ad intersecare il sentiero 254 su cui proseguo a camminare.

Dieci minuti abbondanti e sono sulla provinciale, ne percorro un breve tratto in discesa per andare a prendere il sentiero 220.

Lungo il sentiero, incontro alcuni esemplari di limantria appese al loro filo di seta, quindi al successivo bivio con il Sentiero del Pastore tengo la sinistra (est) e salgo verso la baracca in legno in cui l'uomo ha vissuto per alcuni anni.

Qualche foto alla fatiscente struttura nascosta nella macchia e proseguo in direzione sud est fino a raggiungere la GTE.

Dal superbo percorso di crinale, continuo a salire fino a Cima del Monte incrociando alcuni escursionisti.

Successivamente ne troverò veramente tanti e la cosa non può che farmi piacere, a quanto pare il turismo "green" è in notevole crescita.

Il panorama è fantastico, il pendio ricoperto di fiori e colori contrasta con l'azzurro intenso del mare, indubbiamente uno dei tratti più belli della GTE (se non il più bello...). 

Alle 11,18 attraverso l'asfalto alle Panche e proseguo verso il monte Capannello dove si è "accampato" un gruppetto di bikers che dopo poco mi supereranno con le loro biciclette.

Avvicinandomi allo Strega la presenza di escursionisti è notevole, in piccoli gruppi a poca distanza fra loro, mi costringeranno ad alcune brevi soste per agevolargli il passaggio. 

Lungo la ripida e sconnessa discesa finale, mi rendo conto che sono stati riposizionati nuove traverse in legno per contenere il terreno, ben fatto.

Raggiunto l'asfalto all'Aia di Cacio, ne percorro circa 300 metri per immettermi sull'ampio sterrato sulla destra con cui tornerò alle Panche mantenendomi a valle della GTE.

Rio Elba sotto di me è adornata da un tripudio di fiori e colori.

Non so dire a che ora raggiungo nuovamente Le Panche poiché non mi sono reso conto che nel frattempo il mio Garmin ha smesso di funzionare (pile esaurite).

Posso solo dire che scelgo di percorrere l'asfalto della provinciale per poco meno di un chilometro verso il castello del Volterraio, quindi una volta raggiunto il piccolo parcheggio sterrato imbocco il 255A con cui ritorno all'auto.

Lungo il cammino riesco a fotografare anche un sospettoso coleottero antagonista della Limantria, il Sicofante (Calosoma sycophanta) già notato la mattina in partenza, un efficace e naturale strumento di controllo delle popolazioni di Lepidotteri defogliatori.

Alle 13,30 termino la mia piacevolissima escursione, di circa quattro ore e mezzo.


Max

domenica 5 maggio 2024

Trekking del 4 maggio 2024: anello da La Zanca

 

In circa 45 minuti di auto da Portoferraio raggiungo agevolmente l'abitato della Zanca.
Parcheggio in una piccola area sterrata a fianco della provinciale ed alle 8,45 inizio l'escursione.

Scendo lungo l'asfalto di via Sant'Assunta, quindi proseguo sulla sinistra, il segnavia in legno riporta ancora la vecchia numerazione (117), scoprirò poco dopo che adesso è il sentiero 150.

Breve sosta per immortalare alcuni stupendi fiori di Calla (dal greco: bellezza) e riprendo la marcia lungo un piacevolissimo sentiero dal fondo compatto e ben battuto che talvolta regala bellissimi scorci della costa nord ovest e si sviluppa parallelo alla provinciale.

Dopo circa 800 metri un rustico segnavia (non sarà l'unico) invita a scendere verso La Cotaccia, Sant'Andrea e La Cala, ma il mio programma prevede di proseguire sul 150 per Patresi dove con un breve andirivieni ne approfitto per visitare la chiesina di Santa Lucia.

Torno quindi sulla provinciale dove non passa certamente inosservato il nuovo punto di arrivo della GTE, (per 30 anni è stato il vicino "ponte dei 3 archi").
Decisamente più attratto dal vecchio percorso e da un 177 (un tempo il 27) che ritengo uno tra i sentieri più belli dell'isola (non a caso scelto dagli ideatori della GTE come tratto finale) percorro i 400 metri scarsi di asfalto per riprendere il cammino fra un cisto prorompente che pare voglia inghiottirsi il sentiero.
Fortunatamente, basta superare il piccolo ponte in legno che il 177 torna alle sue dimensioni originarie e ben percorribile.

L'ambiente circostante è incantevole, il cammino si snoda in costante salita tra castagni secolari, l'assenza della macchia (e dei rovi) amplifica gli spazi, il correre dell'acqua del vicino ruscello è una piacevolissima melodia che mi accompagna in questo luogo fiabesco.

Lentamente, osservando ed ascoltando, supero il bivio con il sentiero "Dell'Ombria" che ritorna sulla provinciale e dopo un'altra mezz'ora, compresa la sosta per fotografare una vecchia stazione dell'acquedotto, mi collego al 103 a quota 556 s.l.m. che mi consente di procedere più speditamente.

Col raggiungere Serraventosa praticamente finiscono i tratti in salita di questo mio percorso ad anello.
Avvicinandomi alla Madonna del Monte incontrerò svariati gruppi di escursionisti, (mai trovati così tanti) ed il santuario pare preso d'assalto, ragazzini che corrono in tutte le direzioni, adulti seduti sulle panchine in castagno, bikers che spingono a piedi le loro mountain bike lungo il lastricato in granito, fedeli che pregano all'interno della chiesa.

Sicuramente troppa confusione per i miei gusti (da solitario), così riempio velocemente la borraccia e fuggo lungo la via Crucis.

In prossimità della quinta sosta, piego a sinistra lungo il sentiero 113 dedicando qualche minuto ad un'affascinante struttura in muratura di un acquedotto che pare ancora in attività.
Mangio una banana riscaldato dai piacevoli raggi del sole e proseguo a scendere.

Alle 12,25 il segnavia in località I Canali mi ricorda che ormai manca poco alla fine della mia escursione, perdo circa un paio di minuti per sciogliere i nodi di un cartello dell'ultima Elba Trail evidentemente sfuggito al "debalisaggio" e proseguo a scendere incontrandone poi un secondo (rimuovo anche questo).

In questo ampio tratto finale comincio ad accusare un po' di stanchezza, soprattutto le ginocchia non sono molto entusiaste della ripida discesa.
Ore 12,50 sarà un piacere rimettere le zampe sull'asfalto ed arrestare il gps.

Max




lunedì 5 febbraio 2024

Trekking del 4 febbraio 2024: anello da Marciana via Tavola e Semaforo

 

Domenica 4 febbraio, le condizioni meteo continuano a regalarci splendide giornate di sole ed ovviamente ne approfitto per piacevolissime escursioni come quella odierna in compagnia di Mario.

Partiamo alle 8,51 dalla fortezza Pisana di Marciana seguendo l'ampio sterrato con cui dopo circa quindici minuti imbocchiamo il sentiero 110.

Tutta lenta salita in gran parte esposta al sole, dovrò alleggerire ben presto il vestiario.
Poco più di un'ora e raggiungiamo il segnavia della Tavola, il panorama è superbo!

Quindi affrontiamo con  cautela la successiva sconnessa discesa, superiamo la zona del tragico impatto del volo Itavia 115 nel lontano ottobre del '60 e con la sagoma del m. San Bartolomeo di fronte a noi, prestando particolare attenzione all'ultimo ripido tratto, passiamo sul sentiero 103 che fortunatamente ci consente un'andatura più rilassata.

In breve tempo siamo al bivio del Troppolo, abbandoniamo così il 103 per seguire il 125 in direzione del Semaforo di Campo alle Serre (a cui si arriva col 176A).

Ci concediamo una prolungata sosta di oltre mezz'ora, non tanto per riposarci quanto per curiosare fra le rovine della struttura ed alle 12,38 ci rimettiamo in cammino.
25 minuti e torniamo al bivio del Troppolo per proseguire verso nord lungo il 103.

Ben presto ci rendiamo conto che il sentiero in questione è stato oggetto di manutenzione, il fondo è ben pulito ed il procedere è un vero piacere.

A Serra Ventosa incrociamo una coppia di escursionisti, noi proseguiamo per la Madonna del Monte dove in pochi secondi riempiamo le borracce di ottima e freschissima acqua.

Seguendo la Via Crucis con le sue 14 cappelle, alle 14,39 concludiamo la nostra escursione di quasi 16 chilometri.

Max