giovedì 17 settembre 2026

trekking del 14 e 15 settembre: Campo Imperatore

 



 14 Settembre 2026

Da anni desideravo visitare il cuore del Gran Sasso, Campo Imperatore. 

Pianifico con cura itinerario e luogo dove alloggiare, la scelta ricade su Santo Stefano di Sessanio.

Vi arrivo la domenica pomeriggio, scarico i bagagli ed in attesa di cena, ne approfitto subito per una visita al piccolo borgo.

Lunedì mattina, sveglia alle 6,00 e dopo una quarantina di minuti di guida (impensabile non fermarsi più volte per fotografare l'incredibile paesaggio) salgo fino al parcheggio di Campo Imperatore (10 euro le auto).

Inizio a camminare alle 8,18 in direzione del rifugio Duca degli Abruzzi, una volta raggiunto proseguo a destra in direzione della Sella di Monte Aquila (s. 100D).

Strada facendo, scorgo una coppia di camosci sul lato ovest del crinale, mi tengo basso sul versante est, quindi mi affaccio...

Me lo trovo davanti, ad una ventina di metri, lo stupore colpisce entrambi, ma entrambi restiamo immobili ad osservarci.

Per me è un'ottima cosa, lentamente alzo la reflex e scatto.

Sono solamente dubbioso sull'esito delle foto, il soggetto è in ombra e l'obiettivo che ho con me è un buon tuttofare, ma non certo l'ideale in situazioni di poca luce. 

Entusiasta per l'incontro dopo aver dedicato vari minuti ad osservarlo, riprendo il cammino.

Ai 2.335 m di altezza di Sella di Monte Aquila, proseguo in direzione di Sella del Brecciaio in compagnia di Federica ed Enrico, conosciuti poco prima, mi daranno preziose informazioni lungo il cammino.

La salita fino ai 2.505 metri non sarà una passeggiata, ma anche se forza e resistenza non sono più quelle di qualche anno fa, la mentalità è immutata, un piede avanti all'altro e mai mollare!

Riesco anche ad immortalare  un Sordone ed un Fringuello Alpino, mentre a poca distanza da me tre ragazze fanno una sosta su una terrazza naturale semplicemente spettacolare.

Ripreso fiato, riprendo a salire lungo il sentiero che porta alla vetta ovest del Corno Grande. 

Mi fermerò a quota 2.637 lungo il crinale che in direzione est va diretto in vetta.

L'idea di continuare a salire non mi entusiasma, faccio quindi dietro front e seguendo il suggerimento di Federica, scendo fino a rifugio Garibaldi e oltre.

Nel frattempo la splendida giornata di sole è un solo ricordo, il cielo è diventato grigio e successivamente dovrò riporre la reflex nello zaino, una leggera pioggerella inizierà a cadere.

Fortunatamente durerà una ventina di minuti, ma fastidiosa a sufficienza.

Da La Portella proseguo in direzione di passo del Lupo, l'osservatorio di Campo Imperatore è ormai vicino.

Concludo la mia escursione alle 14.05 ed incrocio le dite per le previsioni meteo di domani. 



15 settembre 2026

Come il giorno precedente, sveglia presto, alba lungo il trasferimento in auto e prima delle 7,30 sono nuovamente di fronte all'osservatorio astronomico di Campo Imperatore.

Alle 7,40 sono già in cammino, passano circa 5 minuti ed ho un inaspettato sobbalzo, a pochi metri da me un rapace piomba sul terreno  per catturare la sua preda.

Resto impietrito, temendo possa volar via, al contrario l'esemplare di gheppio (presumo) consuma il suo pasto senza curarsi affatto della mia presenza, mentre inquadrandolo col mirino della reflex, gli scatto vari fotogrammi, bellissimo!

Con enorme soddisfazione mi allontano lentamente, lasciandolo indisturbato. 

Stavolta non salgo fino al rifugio, ma continuo sul s. 101 in direzione della sella dell'Aquila, vi arrivo alle 8,40

Purtroppo il cielo, parzialmente nuvoloso, è sferzato dal un forte vento, che mi farà volare più volte il cappello ma soprattutto caratterizzerà negativamente questa seconda giornata di trekking.

Odio il vento! 

Raggiungo la vetta del monte Aquila alle 9,15 e sempre sul crinale inizio a scendere verso est.

Alle 10,13 finalmente sono a Vado di Corno, finalmente non per il panorama (decisamente meno entusiasmante), ma perché leggermente al riparo dal vento che purtroppo ritornerà a torturarmi nella lunga e lenta salita per tornare al punto di partenza.

Ore 11,30 con gioia sono in auto|

Senza rimpianti rientro a Santo Stefano di Sessanio, consumerò il pasto tranquillamente seduto a tavolino.

Tralasciando i fastidiosi capricci meteorologici, esperienza veramente entusiasmante, il paesaggio è incredibile, si potrebbe dedicare giornate ad ammirarlo e non sarebbe assolutamente tempo perso. 

Max

Trekking del 12 settembre 2026: Rio Marina - laghetto Conche

 

 

Finalmente la pioggia ha ridimensionato il caldo torrido di questa lunga estate, ne approfitto subito per una breve passeggiata nel Parco Minerario di Rio, ovviamente passando prima dalla sede del Museo, step indispensabile per chiunque voglia fruire delle bellezze del luogo.

Parcheggio sotto l'anfiteatro ed inizio il cammino dall'ex cantiere del Bacino, salgo con un paio di tornanti l'ampio sterrato per poi mantenermi a destra in direzione di Valle Giove.

Meno di dieci minuti ed abbandono il percorso per un "fuori pista" in modo da visitare un vecchio silos usato per lo stoccaggio temporaneo del minerale.

Quindi dopo averlo ben esplorato (non era la prima volta) riprendo a salire fino a raggiungere l'ampia superficie di pannelli solari a poca distanza da Valle Giove. 

Pozze d'acqua dagli incredibili colori prima di raggiungere i ruderi della della vecchia officina del Portello a cui è stata fatta un'ottima opera di pulizia dalla vegetazione.

Un'altra mezz'ora abbondante ed eccomi al laghetto delle Conche.

Con stupore trovo il livello dell'acqua decisamente alto, non l'avrei mai pensato vista la lunga siccità estiva.

Foto di rito e breve dietro front per risalire lungo il sentiero nella macchia che passa a fianco della voragine dell'Ugliero, una rara formazione carsica, già esplorata in passato. 

Descrivendo così una sorta di percorso ad anello, alle ore 13,16 torno al punto di partenza dopo aver percorso circa 11 chilometri.

Max

lunedì 8 giugno 2026

Trekking del 7 giugno 2026: anello da Marciana al Semaforo

 

Bella giornata di sole, il leggero vento da nord ovest aiuta a sopportare la temperatura, cappello ed una buona scorta d'acqua faranno il resto.

Marciana, sono le 8,06 quando mi incammino lungo il breve tratto asfaltato, la fortezza pisana è sulla mia destra.

Raggiunto il bivio col sentiero 110 proseguo su quest'ultimo, evito le deviazioni per i vicini caprili, non vorrei trovare "sorprese" nella più folta vegetazione.

Alle 9,25 la salita è finita, mi trovo a "La Tavola", il panorama davanti a me ricompensa di ogni fatica. 
Purtroppo sono in ritardo per la fioritura della ginestra desoleana, pazienza, ci riproverò anno prossimo.

Scendendo mi soffermo davanti ai resti del quadrimotore della compagnia Itavia, si schiantò a poche decine di metri dal sentiero nel lontano 14 ottobre 1960, morirono tutte le undici persone a bordo.

Proseguo facendo molta attenzione al fondo del sentiero che avvicinandosi a "La Terra" (bivio col s. 103), diventa pessimo.

Una volta sul 103, riprendo un'andatura più spedita ed alle 10,29 eccomi al bivio con il s. 125 che mi porterà diretto al semaforo di Campo alle Serre.

Visto innumerevoli volte, è uno di quei luoghi che non posso far a meno di visitare, ogni volta mi regala piacevolissime sensazioni. 

La costruzione risale al 1888 (con regio decreto del re Umberto I) ai fini del controllo del traffico marittimo sul Canale di Corsica.
Insieme al gemello (ormai convertito in abitazione civile) su m. Grosso ed a quello su m. Arpagna (sull'isola di Capraia) avevano il compito di riconoscere le unità navali in navigazione.
Dal 1920 al 1953 fu sede di un'osservatorio meteorologico.

Mi ci trattengo una ventina di minuti abbondati per mangiare un po' di frutta e scattare le solite foto con la speranza di imbrigliare nel file digitale lo spirito magico del luogo.

Alle 11,20 sopraggiunta una coppia di bizzarri escursionisti (con barboncini al seguito), decido di riprendere il cammino.
Percorro a ritroso sia il 176A che parte del 125 ed una volta al Troppolo, proseguo in direzione nord verso Serraventosa. 

Ci sarò dopo circa quarantacinque minuti di marcia ed avere superato il piccolo corso d'acqua alla Madonna del Bollero.

Alla Madonna del Monte, classica sosta per riempire le bottiglie e meta di vari escursionisti che approfittano dell'ombra dei castagni secolari e dei robusti tavoli dello stesso legno, per improvvisati picnic.

Concludo la mia escursione di circa 16 km alle 13,13 al parcheggio della fortezza di Marciana.

Max