lunedì 23 febbraio 2026

Trekking del 22 febbraio 2026: anello m. Perone - Malpasso - Macinelle - Masso alla Quata

 

Domenica 22 febbraio, altra giornata all'aria aperta e visto che alcuni amici proveranno il percorso 28 km della prossima elba trail, ne approfitto per effettuare una ricognizione ed eventualmente rimuovere eventuali ostruzioni al passaggio.
 
Inizio il cammino alle 8,31 dal parcheggio del monte Perone seguendo la GTE, come immaginavo arrivo in un'ora a Malpasso (Filicaie) soste foto comprese.
 
Anche oggi le condizioni meteo sono ottime, solo un leggero ventarello in più rispetto a ieri. 
Iniziata la discesa, oltre che dai passaggi tecnici, verrò rallentato da vari interventi di potatura dell'erica che sta invadendo il già stretto passaggio.
 
Fortunatamente la piccola manutenzione non sarà più necessaria una volta che il sentiero perde la pendenza  iniziale.
Manutenzione che mi farà accorgere in ritardo di due mufloni che riesco comunque a fotografare, ma soprettutto di un cinghiale che in fretta e furia scollerà il crinale ad una trentina di metri da me, in questo caso riesco ad effettuare un solo scatto al volo ma con tempi troppo lenti per la dinamicità che la foto avrebbe richiesto.
 
Raggiunto il Colle della Grottaccia, abbandono la GTE per il sentiero 130, secondo i miei calcoli a breve dovrei incrociare i runners nel loro allenamento e così sarà.
Breve scambio di chiacchiere e riprendo il cammino sempre alla ricerca di soggetti da immortalare.
 
Alle 11,28 arrivo alle Macinelle, un paio di foto e proseguo verso le Piane al Canale, effettuando però una breve deviazione a Pietra Murata, altro luogo incantevole dove ne approfitto per mangiare un frutto.
 
Breve dietro front e raggiunto il bivio col sentiero 107, passo su quest'ultimo.
Un'altro dei miei sentieri preferiti.
Uscito dal bosco, brevissima sosta al Masso alla Quata, un tempo strategico punto di osservazione, da cui si gode ancora oggi un panorama fantastico.
 
Riprendo il cammino alle 13,11 sempre sul s. 107, purtoppo vento e cinghiali mi obbligeranno a numerosi interventi di rimozione rami caduti ed a un effimero tentativo di riempimento delle buche che i "porcelli" amano scavare dappertutto.
 
Ritornerò all'auto alle 15,10 dopo oltre sei ore e mezzo di cammino e lavoro.
 
Max 
 
 

martedì 17 febbraio 2026

Trekking del 15 febbraio 2026: dalle Panche al Termine

Domenica 15 febbraio, intenzionato ad effettuare un'escursione più lunga del solito, stamattina dedico un più tempo e cura nel preparare lo zaino.
Con un vago itinerario da seguire, alle 8,59 mi incammino dalle Panche lungo il sentiero 253, le condizioni meteo sono ottimali.

Circa 600 metri e piego sulla destra per passare su quello che corre parallelo alla GTE, sotto lo sguardo vigile di alcune capre selvatiche intente a far colazione.
Raggiunto l'asfalto della Falconaia, ne percorro 500 metri ed eccomi nuovamente sullo sterrato (s. 203) in direzione dell'eremo di Santa Caterina.

Lo supero dopo una brevissima sosta fotografica fino ad arrivare alla provinciale della Parata.
Ne approfitto quindi per dare un'occhiata ai ruderi della chiesa di San Quirico, sito che un tempo ospitò il paesino medioevale di Grassera, giusto un paio di minuti e riprendo il cammino verso il cantiere di Valle Giove.
Non potevo scegliere momento migliore, dopo la pioggia di ieri, il minerale ben lavato, brilla di mille riflessi colpito dai raggi del sole, uno spettacolo!
 
Proseguo quindi verso la vecchia officina del Portello il cui tetto, già parzialmente distrutto purtroppo è destinato a crollare completamente.
Ovviamente ne immortalo lo stato e continuo il cammino verso il laghetto delle Conche.
 
Nell'avvicinarmici devo costatare con piacere il concreto intervento di manutenzione a cui è stata sottoposta l'ampia strada sterrata, mai trovata in così buone condizioni. 
 
Raggiungo il rosso specchio d'acqua alle 11,43, è colmo a tal punto che non è più possibile percorrerne il perimetro.
Purtroppo, come immaginavo, il vento fresco ne increspa sensibilmente la superficie, riducendone ovviamente l'aspetto scenografico.
Scatterò comunque alcune foto a testimonianza dell'alto livello dell'acqua, presente abbondantemente anche nella discenderia che pochi anni fa è stata riportata alla luce a causa di crolli causati dalle piogge sempre più insistenti.
 
Al successivo bivio, in zona del Puppaio, mantengo la sinistra per salire verso il Termine.
Anche questo sterrato è in buone condizioni, anche se percorrerlo (specialmente in salita) mi è sempre un po' monotono.
 
Qualche foto alla seconda casamatta (la prima è meno accessibile) e deviazione obbligatoria verso monte Calendozio (s. 206), luogo molto particolare da cui si gode di una superba vista del canale di Piombino e del Cavo.
 
Dopo un breve dietro front, continuo il cammino sul s. 206 per passare poi sul s. 200 fino a raggiungere la strada provinciale della Parata lungo la quale scorgo i soliti rifiuti abbandonati a testimonianza dell'inciviltà umana. 
Sedici minuti di asfalto quindi imbocco una strada sterrata (privata) con cui mi ricollego al s. 203 già percorso in precedenza.
 
Oltrepasso l'eremo di santa Caterina e raggiungo Rio nell'Elba col sentiero dell'Acquavivola.
L'erta salita del Buchino sarà l'ultima fatica della giornata, arrivo all'auto alle 15,05 dopo aver percorso circa 20 chilometri.
 
Max 



 

domenica 25 gennaio 2026

25 Gennaio 2026: Magie del sottosuolo


Venerdì scorso ricevo una telefonata da un amico:
"Domenica mattina andiamo a visitare una grotta, vieni?"
"Certamente!" Rispondo senza esaltazioni, tanto più che le previsioni meteo per il fine settimana non sono entusiasmanti.

Ritrovo alle 9,00 e dopo le presentazioni in una decina di minuti raggiungiamo la meta.

Il luogo mi è famigliare, quello che nasconde assolutamente no.

In poco tempo entriamo in una grotta dalle mille concrezioni calcaree, è talmente fantastico da sembrarmi irreale.

Completamente assorto a fotografare le sinuose formazioni dai colori pastello, non mi rendo assolutamente conto del tempo che passa, l'unico scopo è catturare la bellezza dell'ambiente circostante.

Ma non chiedetemi dove è, ha già subito svariate amputazioni da parte dei barbari che a suon di martellate si sono portati il "ricordo" a casa.

Max