martedì 28 aprile 2026

Trekking del 26 aprile 2026: da Marciana a Chiessi via m. Giove e m. San Bartolomeo

 

Parcheggio l'auto a Marciana, sono le 9,08 quando attraverso la piazza del paese.
Un gruppo di escursionisti è in attesa di partire, ne incontrerò altri.

Con via della Madonna raggiungo il sentiero 103 ed inizio a salire.
Anche oggi giornata stupenda.
Arrivo al santuario della Madonna del Monte alle 9,44 ovviamente riempio borraccia e bottiglia e augurando una buona camminata all'amico Stefano (con gruppo al seguito) mi incammino verso il punto panoramico dell'Aquila (s. 103B).
Non tanto per il panorama comunque notevole su Sant'Andrea, quanto per il luogo in se, il cui granito scolpito dal tempo, è tuttora custode di tanti bei ricordi.

Quindi breve dietro front e torno al santuario poiché ho intenzione di arrivare a Serraventosa passando dal monte Giove.
Il sentiero per raggiungere la vetta è proprio a fianco dei gradini del santuario (salendo sulla sinistra) e fortunatamente è in buono stato, pensavo di trovarlo peggio.
Il caprile di monte Catino è circondato da lavanda in fiore, bellissimo.
Continuo la salita facendo attenzione ai punti umidi, sui quali la suola del mio scarponcino da più volte prova di non esercitare la minima presa.

Alle 10,34 sono sul m. Giove, bellissima vetta, panorama stupendo, il sentiero che scende verso Serraventosa un mix di selvaggio e magico, soprattutto se fatto nella mia stessa direzione.
A Serraventosa saluto l'amico Luigi, anche lui con alcuni escursionisti al seguito.

Proseguo spedito nuovamente sul s. 103, in ottimo stato e dal fondo privo del minimo rametto, una vera rarità!
 
Al Troppolo altro nutrito gruppo di escursionisti, non rallento, provando una considerevole soddisfazione nell'essere da solo.
 
La meta è monte San Bartolomeo, con Pianosa sullo sfondo che pare galleggiare fra cielo e mare.
 
Raggiungo la parete della chiesa alle 13,24 la ferrata è sulla mia sinistra poco più in alto.
Mando un messaggio agli amici della chat "So che non dovrei farlo da solo, ma provo a salire sulla vetta, se fra una ventina di minuti non mi sentite... chiamate qualcuno).
In effetti non è certamente saggio tentare la scalata da soli ed oltretutto senza imbracatura ma ho con me un paio di guanti, ideali per una miglior presa sul cavo di acciaio e maturato un minimo di esperianza su questo "strappetto verticale".
 
Mantenendo sangue freddo e tenendo a mente le parole dell'amico Maurizio: "Si sale prima con la testa, poi con le gambe ed infine con le braccia" lentamente raggiungo la sommità.
 
Ovviamente il premio è davanti ai miei occhi, panorama spettacolare!
Una volta effettuata anche la discesa, fase ancora più delicata e tecnica, con il livello di autostima raddoppiato,  invio subito il secondo messagio rassicurante agli amici.
 
Direi in perfetto orario, stimo la discesa fino a Chiessi in circa una quarantina di minuti (ne impiegherò 38) in teoria dovrei avere il tempo per una bella birretta  prima di prendere l'autobus.
In teoria...
In pratica arrivo a Chiessi ed il bar della piazzetta è chiuso, "Vabbè pazienza, andiamo a veder l'orario del bus" rimugino fra me e me.
 
Ed ecco che rimango incredulo, senza parole.
L'ultimo bus per Marciana è partito alle 13,38 per il prossimo se ne parla domani...
 
Ingenuamente non ho verificato l'orario a tempo debito, ricordavo un mezzo intorno alle 15,00 ed erroneamente mi sono affidato a vecchi ricordi.
Non mi lascio comunque prendere né dalla rabbia né dallo sconforto, abito all'Elba, posso sempre telefonare per farmi venire a prendere ma poiché non voglio scomodare nessuno, mi incammino lungo la provinciale.
 
Sono solo esterrefatto, amareggiato su come possa sentirsi un escursionista, un turista al mio posto.
Chi chiama? 
Cosa fa? 
Ma soprattutto, che minchia di servizi offre quest'isola???
 
Max
 
P.S:
Come sono tornato a Marciana?
In autostop grazie ad una coppia di milanesi, ma solo fino a La Zanca, poi a piedi. 

martedì 7 aprile 2026

6 Aprile 2026: Il sentiero 100

 

Queste bellissime giornate pasquali sono state ideali per l'attività outdoor.
Per lunedì 6 decido di concluderle in bellezza affrontando il sentiero 100 (ex 00).
 
Parto dall'area attrezzata del monte Perone alle 9,31 in modo che il sole mattutino asciughi gli eventuali tratti rocciosi inumiditi dalla rugiada notturna. 
 
Seguo la GTE per circa 25 minuti quindi proseguo dritto al bivio con il s. 100 caratterizzato dalla targa in ricordo del caro amico Massimo scomparso il 18 maggio 2022.
 
Tracce di secca vegetazione tagliata mi fanno pensare ad un'opera di manutenzione, breve illusione... 
 
Salgo lentamente per le numerose soste fotografiche e per prestare la dovuta attenzione nel seguire il percorso corretto (non è mai il solito) indicato sporadicamente da qualche segnavia, molto più utili in tal senso sono i cavi di acciaio delle vie attrezzate individuabili ad una buona distanza. 
 
Alle 10,35 sono sulla vetta del monte Le Calanche, a mio avviso una delle cime più belle e suggestive dell'isola.
Proseguo quindi in direzione delle Filicaie (Malpasso) dove incontrerò una coppia di amici. 
 
Il tratto in questione è il più agevole del s. 100, la via attrezzata lungo la parete iniziale incute più timore del dovuto.
In ventidue minuti raggiungo la piazzola di atterraggio per l'elicottero, proseguendo verso ovest, pochi metri sotto il 100 si incanala in direzione delle parabole.
Il terreno è cosparso di cavi elettrici e pezzi di tubazioni in plastica, decisamente indecoroso per la vetta sibolo dell'isola ospitare questa mini discarica. 
 
Il nuovo tratto manifesta immediatamente il suo carattere più tecnico, occorre molta attenzione ed una buona agilità per arrampicarsi fra i blocchi di granito, non fate affidamento sui segnavia, da ora in poi sono una rarità!
 
Quindi una lunga e ripida discesa mi costringe a tener ben stretto il cavo.
Mi riporta in basso, per riguadagnare quota dovrò risalire la cascata di pietre che consente di aggirare la vetta appena incontrata.
 
Un continuo su e giù con panarama mozzafiato.
 
In avvicinamento alla Tavola individuare il percoso da seguire diventa veramente difficile, segnavia completamente assenti e vegetazione che ha inghiottito ogni parvenza di passaggio.
 
Tanta bellezza gestita in maniera pessima!
 
Finalmente il caprile sotto di me mi fa capire di essere in direzione giusta, la fine del sentiero 100 è vicina.
 
Unico nel suo genere, per ogni appasionato di trekking, da fare almeno una volta.
Mi ero promesso di non percorrerlo più in solitario, ma è stato così bello che lo rifarei senza esitare.
 
Per il ritorno al m. Perone sfrutto la GTE NORD per poi passare al 106, che non percorro completamente fino alla provinciale, mal digerisco l'asfalto, così preferisco risalire col vecchio 125 da anni abbandonato dall'ente Parco, ma che riporta ancora alle sue estremità i segnavia in legno di una volta. 
 
Altro bellisssimo sentiero, con un fascino tutto suo, quasi fiabesco, dove il Tasso  regna sovrano e percorrerlo infonde sempre piacere.
 
Mi collego alla GTE che scende dalle Filicaie alle 14,51 e mantenendo la buona andatura dalla Tavola, ritorno all'auto alle 15,23 dopo aver percorso quasi 15 chilometri.
Indubbiamente un'escursione fantastica!
 
P.s.
Suggerimenti sul sentiero 100:
 
Affrontatelo sempre con condizioni meteo ottimali, con tempo soleggiato ed asciutto, mai con vento, pioggia o eccessiva umidità.
 
Mai in solitario e comunicate saltuariamente la vs posizione. 
 
Calcolate circa 3 ore di tempo.
 
Nella direzione da est ad ovest avrete un'esposizione solare decisamente migliore.
 
Trovo molto utile dotarsi di un paio di guanti. 
 
Infine, solo se siete escursionisti esperti ed un buona forma fisica. 
 
Max

domenica 1 marzo 2026

28 febbraio 2026: un'escursione particolare...

Sabato 28 febbraio 2026, ebbene sì, è stata proprio un'escursione particolare.

In compagnia di Luigi e Bernardo, siamo scesi alla miniera del Ginevro per un approfondito tour con una guida d'eccezione, il carissimo amico Filippo Boreali.

Lo scopo principale era quello di ammirare la recente scoperta effettuata da Luigi durante una delle sue ultime escursioni guidate al livello -24.

Una stupenda effusione di Crisocolla (silicato di rame idrato) presidiata da un imperturbabile Rhinolophus ferrumequinum, indubbiamente un singolare ed inaspettato "regalo" da una miniera di magnetite.

Ovviamente la gita si è estesa a tutto il livello di quota - 24 durante la quale l'avvincente narrazione di Filippo ci ha accompagnato per tutto il tempo.

Non mi resta che ringraziare i miei compagni d'avventura e suggerire di visitarla, magari affidandovi a Luigi, oltre che amico, una guida molto preparata.

Max