lunedì 8 giugno 2026

Trekking del 7 giugno 2026: anello da Marciana al Semaforo

 

Bella giornata di sole, il leggero vento da nord ovest aiuta a sopportare la temperatura, cappello ed una buona scorta d'acqua faranno il resto.

Marciana, sono le 8,06 quando mi incammino lungo il breve tratto asfaltato, la fortezza pisana è sulla mia destra.

Raggiunto il bivio col sentiero 110 proseguo su quest'ultimo, evito le deviazioni per i vicini caprili, non vorrei trovare "sorprese" nella più folta vegetazione.

Alle 9,25 la salita è finita, mi trovo a "La Tavola", il panorama davanti a me ricompensa di ogni fatica. 
Purtroppo sono in ritardo per la fioritura della ginestra desoleana, pazienza, ci riproverò anno prossimo.

Scendendo mi soffermo davanti ai resti del quadrimotore della compagnia Itavia, si schiantò a poche decine di metri dal sentiero nel lontano 14 ottobre 1960, morirono tutte le undici persone a bordo.

Proseguo facendo molta attenzione al fondo del sentiero che avvicinandosi a "La Terra" (bivio col s. 103), diventa pessimo.

Una volta sul 103, riprendo un'andatura più spedita ed alle 10,29 eccomi al bivio con il s. 125 che mi porterà diretto al semaforo di Campo alle Serre.

Visto innumerevoli volte, è uno di quei luoghi che non posso far a meno di visitare, ogni volta mi regala piacevolissime sensazioni. 

La costruzione risale al 1888 (con regio decreto del re Umberto I) ai fini del controllo del traffico marittimo sul Canale di Corsica.
Insieme al gemello (ormai convertito in abitazione civile) su m. Grosso ed a quello su m. Arpagna (sull'isola di Capraia) avevano il compito di riconoscere le unità navali in navigazione.
Dal 1920 al 1953 fu sede di un'osservatorio meteorologico.

Mi ci trattengo una ventina di minuti abbondati per mangiare un po' di frutta e scattare le solite foto con la speranza di imbrigliare nel file digitale lo spirito magico del luogo.

Alle 11,20 sopraggiunta una coppia di bizzarri escursionisti (con barboncini al seguito), decido di riprendere il cammino.
Percorro a ritroso sia il 176A che parte del 125 ed una volta al Troppolo, proseguo in direzione nord verso Serraventosa. 

Ci sarò dopo circa quarantacinque minuti di marcia ed avere superato il piccolo corso d'acqua alla Madonna del Bollero.

Alla Madonna del Monte, classica sosta per riempire le bottiglie e meta di vari escursionisti che approfittano dell'ombra dei castagni secolari e dei robusti tavoli dello stesso legno, per improvvisati picnic.

Concludo la mia escursione di circa 16 km alle 13,13 al parcheggio della fortezza di Marciana.

Max

mercoledì 3 giugno 2026

Trekking del 30 maggio 2026: Parco Faunistico del Monte Amiata

 

Parco Faunistico del Monte Amiata, una piacevolissima sorpresa!

Nel comune di Arcidosso, all'interno della riserva di monte Labbro, si estende per circa 200 ettari.
Sabato 30 maggio decido di visitarlo.

Acquisto il biglietto online (5 euro) dal sito ufficiale parcofaunisticoamiata dove trovo inoltre interessanti informazioni che mi saranno utili per pianificare il percorso e conoscere le specie animali che vi sono al suo interno, opportunamente separate fra loro da varie recinzioni.

Ovviamente l'incontro sperato è quello col lupo appenninico, sarei entusiasta anche di fotografare il tasso, ma per le sue abitudini, temo sarà difficile.

Altra significativa fonte di interesse è rappresentata dai resti dall'eremo di Davide Lazzeretti che si erge sulla vetta di monte Labbro.
Sarà la prima meta della mia escursione e vi arriverò seguendo il sentiero della Transumanza.

Ne resto veramente colpito, la struttura è molto più ampia di quanto immaginassi ma soprattutto è completamente accessibile, l'unico cancello serve ad evitare l'ingresso di animali all'interno della grotta e la cosa mi sorprende piacevolmente, talmente sono abituato a vedermi negato l'accesso a luoghi spesso di minor importanza.

Scatto numerose foto quindi dopo un breve dietro front, riprendo il sentiero principale con cui descrivendo una sorta di anello, ritorno in prossimità del punto di ristoro "La Radica" dove scambio con piacere quattro chiacchiere con i gestori e riesco a fotografare incredulo un'esemplare di volpe che a quanto pare, in barba alla diffidenza, si aggira indisturbata fra i tavoli in cerca di qualcosa da sgraffignare.

Ma l'emozione maggiore sarà l'avvistamento del lupo, ne incontrerò un paio di esemplari in fasi successive, non potevo sperare di meglio.

Ci sarebbe molto da scrivere e raccontare, mi limito a sottolineare l'ottima segnaletica del sentiero della Transumanza, oltretutto molto piacevole e vario, interessante ma meno entusiasmante il sentiero del fiume Onanzio mentre si può tranquillamente evitare il modesto sentiero dell'Allocco e Farfalle, decisamente più trascurato e piuttosto banale.

Luogo assolutamente da visitare.

Max

domenica 24 maggio 2026

Trekking del 23 maggio 2026: dall'Innamorata a Vetrangoli

 

Stamani uscita di gruppo, e che gruppo!!

Francesca e compagni hanno intenzione di replicare il percorso fatto tempo fa all'interno del promontorio di Calamita, accetto con piacere di unirmi a loro.

Il ritrovo è al piccolo parcheggio al lato della spiaggia dell'Innamorata, vi arrivo con qualche miniuto di ritardo.

Dopo i saluti di rito, solo alle 10,28 ci mettiamo in cammino sulla rettavia... 

Già perché alla partenza avevo preso il sentiero sbagliato!

Saliamo lentamente lungo l'ampio sterrato con cui raggiungiamo l'inizio della cessa dell'Asta, su cui ovviamente proseguiremo a salire.

La presenza delle mtb, com'era prevedibile, ci accompagnerà per gran parte del tragitto.

Tutte occasioni per rallentare e ammirarle frecciare verso il mare.

Una volta raggiunto l'anello alto, ne percorriamo un breve tratto (900 m.) in senso antiorario (nord ovest) per poi riprendere a salire lungo un single track con cui costeggeremo un tratto della recinzione della base dell'Aereonautica militare.

Quindi direzione est attraverso quella che un tempo era una bella pineta in cui avvisteremo fagiano e cinghiali.

Sempre seguendo le piste dei bikers, scendiamo costantemente fino a raggiungere la costa, la via per arrivare alla spiaggia di Vetrangoli è piuttosto tecnica e sconnessa, ma con un po' di pazienza ed attenzione, ci riesce anche Kira, la canina di Francesca.

Ci rilasseremo per circa due ore sotto i caldi raggi del sole, ovviamente dopo aver fatto un rigenerante quanto fresco bagno nel mare cristallino.

Per le quindici e trenta viene chiamata l'adunata, indossati gli zaini, riprendiamo la marcia (piuttosto assetati), decidiamo così di evitare il passaggio dalla spiaggia del Cannello e puntare direttamente verso il museo della Vecchia Officina con la speranza di poter trovare qualcosa di fresco da bere.

La nostra speranza verrà esaudita, arriviamo giusto in tempo per acquistare birra, acqua e caffè, una sosta strategica di quasi mezz'ora che rinvigorisce il corpo e lo spirito.

Quindi attraverso il campo delle patate (così chiamato un tempo dai minatori) ci colleghiamo al sentiero del ferro con cui torneremo al punto di partenza.

Bellissima giornata e piacevolissima escursione di quattordici km.

Max