Parcheggio l'auto a Marciana, sono le 9,08 quando attraverso la piazza del paese.
Un gruppo di escursionisti è in attesa di partire, ne incontrerò altri.
Con via della Madonna raggiungo il sentiero 103 ed inizio a salire.
Anche oggi giornata stupenda.
Arrivo al santuario della Madonna del Monte alle 9,44 ovviamente riempio borraccia e bottiglia e augurando una buona camminata all'amico Stefano (con gruppo al seguito) mi incammino verso il punto panoramico dell'Aquila (s. 103B).
Non tanto per il panorama comunque notevole su Sant'Andrea, quanto per il luogo in se, il cui granito scolpito dal tempo, è tuttora custode di tanti bei ricordi.
Quindi breve dietro front e torno al santuario poiché ho intenzione di arrivare a Serraventosa passando dal monte Giove.
Il sentiero per raggiungere la vetta è proprio a fianco dei gradini del santuario (salendo sulla sinistra) e fortunatamente è in buono stato, pensavo di trovarlo peggio.
Il caprile di monte Catino è circondato da lavanda in fiore, bellissimo.
Continuo la salita facendo attenzione ai punti umidi, sui quali la suola del mio scarponcino da più volte prova di non esercitare la minima presa.
Alle 10,34 sono sul m. Giove, bellissima vetta, panorama stupendo, il sentiero che scende verso Serraventosa un mix di selvaggio e magico, soprattutto se fatto nella mia stessa direzione.
A Serraventosa saluto l'amico Luigi, anche lui con alcuni escursionisti al seguito.
Proseguo spedito nuovamente sul s. 103, in ottimo stato e dal fondo privo del minimo rametto, una vera rarità!
Al Troppolo altro nutrito gruppo di escursionisti, non rallento, provando una considerevole soddisfazione nell'essere da solo.
La meta è monte San Bartolomeo, con Pianosa sullo sfondo che pare galleggiare fra cielo e mare.
Raggiungo la parete della chiesa alle 13,24 la ferrata è sulla mia sinistra poco più in alto.
Mando un messaggio agli amici della chat "So che non dovrei farlo da solo, ma provo a salire sulla vetta, se fra una ventina di minuti non mi sentite... chiamate qualcuno).
In effetti non è certamente saggio tentare la scalata da soli ed oltretutto senza imbracatura ma ho con me un paio di guanti, ideali per una miglior presa sul cavo di acciaio e maturato un minimo di esperianza su questo "strappetto verticale".
Mantenendo sangue freddo e tenendo a mente le parole dell'amico Maurizio: "Si sale prima con la testa, poi con le gambe ed infine con le braccia" lentamente raggiungo la sommità.
Ovviamente il premio è davanti ai miei occhi, panorama spettacolare!
Una volta effettuata anche la discesa, fase ancora più delicata e tecnica, con il livello di autostima raddoppiato, invio subito il secondo messagio rassicurante agli amici.
Direi in perfetto orario, stimo la discesa fino a Chiessi in circa una quarantina di minuti (ne impiegherò 38) in teoria dovrei avere il tempo per una bella birretta prima di prendere l'autobus.
In teoria...
In pratica arrivo a Chiessi ed il bar della piazzetta è chiuso, "Vabbè pazienza, andiamo a veder l'orario del bus" rimugino fra me e me.
Ed ecco che rimango incredulo, senza parole.
L'ultimo bus per Marciana è partito alle 13,38 per il prossimo se ne parla domani...
Ingenuamente non ho verificato l'orario a tempo debito, ricordavo un mezzo intorno alle 15,00 ed erroneamente mi sono affidato a vecchi ricordi.
Non mi lascio comunque prendere né dalla rabbia né dallo sconforto, abito all'Elba, posso sempre telefonare per farmi venire a prendere ma poiché non voglio scomodare nessuno, mi incammino lungo la provinciale.
Sono solo esterrefatto, amareggiato su come possa sentirsi un escursionista, un turista al mio posto.
Chi chiama?
Cosa fa?
Ma soprattutto, che minchia di servizi offre quest'isola???
Max
P.S:
Come sono tornato a Marciana?
In autostop grazie ad una coppia di milanesi, ma solo fino a La Zanca, poi a piedi.


