Bella giornata di sole, il leggero vento da nord ovest aiuta a sopportare la temperatura, cappello ed una buona scorta d'acqua faranno il resto.
Marciana, sono le 8,06 quando mi incammino lungo il breve tratto asfaltato, la fortezza pisana è sulla mia destra.
Raggiunto il bivio col sentiero 110 proseguo su quest'ultimo, evito le deviazioni per i vicini caprili, non vorrei trovare "sorprese" nella più folta vegetazione.
Alle 9,25 la salita è finita, mi trovo a "La Tavola", il panorama davanti a me ricompensa di ogni fatica.
Purtroppo sono in ritardo per la fioritura della ginestra desoleana, pazienza, ci riproverò anno prossimo.
Scendendo mi soffermo davanti ai resti del quadrimotore della compagnia Itavia, si schiantò a poche decine di metri dal sentiero nel lontano 14 ottobre 1960, morirono tutte le undici persone a bordo.
Proseguo facendo molta attenzione al fondo del sentiero che avvicinandosi a "La Terra" (bivio col s. 103), diventa pessimo.
Una volta sul 103, riprendo un'andatura più spedita ed alle 10,29 eccomi al bivio con il s. 125 che mi porterà diretto al semaforo di Campo alle Serre.
Visto innumerevoli volte, è uno di quei luoghi che non posso far a meno di visitare, ogni volta mi regala piacevolissime sensazioni.
La costruzione risale al 1888 (con regio decreto del re Umberto I) ai fini del controllo del traffico marittimo sul Canale di Corsica.
Insieme al gemello (ormai convertito in abitazione civile) su m. Grosso ed a quello su m. Arpagna (sull'isola di Capraia) avevano il compito di riconoscere le unità navali in navigazione.
Dal 1920 al 1953 fu sede di un'osservatorio meteorologico.
Mi ci trattengo una ventina di minuti abbondati per mangiare un po' di frutta e scattare le solite foto con la speranza di imbrigliare nel file digitale lo spirito magico del luogo.
Alle 11,20 sopraggiunta una coppia di bizzarri escursionisti (con barboncini al seguito), decido di riprendere il cammino.
Percorro a ritroso sia il 176A che parte del 125 ed una volta al Troppolo, proseguo in direzione nord verso Serraventosa.
Ci sarò dopo circa quarantacinque minuti di marcia ed avere superato il piccolo corso d'acqua alla Madonna del Bollero.
Alla Madonna del Monte, classica sosta per riempire le bottiglie e meta di vari escursionisti che approfittano dell'ombra dei castagni secolari e dei robusti tavoli dello stesso legno, per improvvisati picnic.
Concludo la mia escursione di circa 16 km alle 13,13 al parcheggio della fortezza di Marciana.
Max
