sabato 9 maggio 2026

9 maggio 2026: escursione a Forte Focardo

 

Era da molti anni che desideravo visitare il forte Focardo, sapevo che prima o poi ci sarei riuscito, stamani grazie all'iniziativa di Legambiente ce l'ho fatta!

Certo, abituato a camminare da solo, ritrovarmi in mezzo ad una cinquantina di persone è stato un'evento decisamente insolito, ma sopporterò tranquillamente il chiacchiericcio costante, la meta è troppo allettante.

Il ritrovo è alle 10,00 presso la sede di Mola, ci metteremo in cammino dopo circa venticinque minuti.

La passeggiata è relativamente breve, tre chilometri che con soste comprese percorreremo in una cinquantina di minuti.

All'ingresso del forte ad attenderci la farista Francesca, unica rappresentante femminile degli altri 100 faristi italiani, un vero onore!

Ci spiegherà con precisione e dovizia di particolari la storia dei fari, la loro evoluzione ed il loro funzionamento.

Quindi breve rinfresco con schiaccia e bevande offerto dall'associazione del Cigno Verde mentre ognugno poteva vagare e fotografare l'intera struttura.

Solo l'ascesa al faro ha richiesto un minimo di attesa.

Ringrazio Francesca (farista) e Lisa (Legambiente) per l'opportunità e ritorno a Mola a recuperare l'auto.

Max

martedì 28 aprile 2026

Trekking del 26 aprile 2026: da Marciana a Chiessi via m. Giove e m. San Bartolomeo

 

Parcheggio l'auto a Marciana, sono le 9,08 quando attraverso la piazza del paese.
Un gruppo di escursionisti è in attesa di partire, ne incontrerò altri.

Con via della Madonna raggiungo il sentiero 103 ed inizio a salire.
Anche oggi giornata stupenda.
Arrivo al santuario della Madonna del Monte alle 9,44 ovviamente riempio borraccia e bottiglia e augurando una buona camminata all'amico Stefano (con gruppo al seguito) mi incammino verso il punto panoramico dell'Aquila (s. 103B).
Non tanto per il panorama comunque notevole su Sant'Andrea, quanto per il luogo in se, il cui granito scolpito dal tempo, è tuttora custode di tanti bei ricordi.

Quindi breve dietro front e torno al santuario poiché ho intenzione di arrivare a Serraventosa passando dal monte Giove.
Il sentiero per raggiungere la vetta è proprio a fianco dei gradini del santuario (salendo sulla sinistra) e fortunatamente è in buono stato, pensavo di trovarlo peggio.
Il caprile di monte Catino è circondato da lavanda in fiore, bellissimo.
Continuo la salita facendo attenzione ai punti umidi, sui quali la suola del mio scarponcino da più volte prova di non esercitare la minima presa.

Alle 10,34 sono sul m. Giove, bellissima vetta, panorama stupendo, il sentiero che scende verso Serraventosa un mix di selvaggio e magico, soprattutto se fatto nella mia stessa direzione.
A Serraventosa saluto l'amico Luigi, anche lui con alcuni escursionisti al seguito.

Proseguo spedito nuovamente sul s. 103, in ottimo stato e dal fondo privo del minimo rametto, una vera rarità!
 
Al Troppolo altro nutrito gruppo di escursionisti, non rallento, provando una considerevole soddisfazione nell'essere da solo.
 
La meta è monte San Bartolomeo, con Pianosa sullo sfondo che pare galleggiare fra cielo e mare.
 
Raggiungo la parete della chiesa alle 13,24 la ferrata è sulla mia sinistra poco più in alto.
Mando un messaggio agli amici della chat "So che non dovrei farlo da solo, ma provo a salire sulla vetta, se fra una ventina di minuti non mi sentite... chiamate qualcuno).
In effetti non è certamente saggio tentare la scalata da soli ed oltretutto senza imbracatura ma ho con me un paio di guanti, ideali per una miglior presa sul cavo di acciaio e maturato un minimo di esperianza su questo "strappetto verticale".
 
Mantenendo sangue freddo e tenendo a mente le parole dell'amico Maurizio: "Si sale prima con la testa, poi con le gambe ed infine con le braccia" lentamente raggiungo la sommità.
 
Ovviamente il premio è davanti ai miei occhi, panorama spettacolare!
Una volta effettuata anche la discesa, fase ancora più delicata e tecnica, con il livello di autostima raddoppiato,  invio subito il secondo messagio rassicurante agli amici.
 
Direi in perfetto orario, stimo la discesa fino a Chiessi in circa una quarantina di minuti (ne impiegherò 38) in teoria dovrei avere il tempo per una bella birretta  prima di prendere l'autobus.
In teoria...
In pratica arrivo a Chiessi ed il bar della piazzetta è chiuso, "Vabbè pazienza, andiamo a veder l'orario del bus" rimugino fra me e me.
 
Ed ecco che rimango incredulo, senza parole.
L'ultimo bus per Marciana è partito alle 13,38 per il prossimo se ne parla domani...
 
Ingenuamente non ho verificato l'orario a tempo debito, ricordavo un mezzo intorno alle 15,00 ed erroneamente mi sono affidato a vecchi ricordi.
Non mi lascio comunque prendere né dalla rabbia né dallo sconforto, abito all'Elba, posso sempre telefonare per farmi venire a prendere ma poiché non voglio scomodare nessuno, mi incammino lungo la provinciale.
 
Sono solo esterrefatto, amareggiato su come possa sentirsi un escursionista, un turista al mio posto.
Chi chiama? 
Cosa fa? 
Ma soprattutto, che minchia di servizi offre quest'isola???
 
Max
 
P.S:
Come sono tornato a Marciana?
In autostop grazie ad una coppia di milanesi, ma solo fino a La Zanca, poi a piedi. 

martedì 7 aprile 2026

6 Aprile 2026: Il sentiero 100

 

Queste bellissime giornate pasquali sono state ideali per l'attività outdoor.
Per lunedì 6 decido di concluderle in bellezza affrontando il sentiero 100 (ex 00).
 
Parto dall'area attrezzata del monte Perone alle 9,31 in modo che il sole mattutino asciughi gli eventuali tratti rocciosi inumiditi dalla rugiada notturna. 
 
Seguo la GTE per circa 25 minuti quindi proseguo dritto al bivio con il s. 100 caratterizzato dalla targa in ricordo del caro amico Massimo scomparso il 18 maggio 2022.
 
Tracce di secca vegetazione tagliata mi fanno pensare ad un'opera di manutenzione, breve illusione... 
 
Salgo lentamente per le numerose soste fotografiche e per prestare la dovuta attenzione nel seguire il percorso corretto (non è mai il solito) indicato sporadicamente da qualche segnavia, molto più utili in tal senso sono i cavi di acciaio delle vie attrezzate individuabili ad una buona distanza. 
 
Alle 10,35 sono sulla vetta del monte Le Calanche, a mio avviso una delle cime più belle e suggestive dell'isola.
Proseguo quindi in direzione delle Filicaie (Malpasso) dove incontrerò una coppia di amici. 
 
Il tratto in questione è il più agevole del s. 100, la via attrezzata lungo la parete iniziale incute più timore del dovuto.
In ventidue minuti raggiungo la piazzola di atterraggio per l'elicottero, proseguendo verso ovest, pochi metri sotto il 100 si incanala in direzione delle parabole.
Il terreno è cosparso di cavi elettrici e pezzi di tubazioni in plastica, decisamente indecoroso per la vetta sibolo dell'isola ospitare questa mini discarica. 
 
Il nuovo tratto manifesta immediatamente il suo carattere più tecnico, occorre molta attenzione ed una buona agilità per arrampicarsi fra i blocchi di granito, non fate affidamento sui segnavia, da ora in poi sono una rarità!
 
Quindi una lunga e ripida discesa mi costringe a tener ben stretto il cavo.
Mi riporta in basso, per riguadagnare quota dovrò risalire la cascata di pietre che consente di aggirare la vetta appena incontrata.
 
Un continuo su e giù con panarama mozzafiato.
 
In avvicinamento alla Tavola individuare il percoso da seguire diventa veramente difficile, segnavia completamente assenti e vegetazione che ha inghiottito ogni parvenza di passaggio.
 
Tanta bellezza gestita in maniera pessima!
 
Finalmente il caprile sotto di me mi fa capire di essere in direzione giusta, la fine del sentiero 100 è vicina.
 
Unico nel suo genere, per ogni appasionato di trekking, da fare almeno una volta.
Mi ero promesso di non percorrerlo più in solitario, ma è stato così bello che lo rifarei senza esitare.
 
Per il ritorno al m. Perone sfrutto la GTE NORD per poi passare al 106, che non percorro completamente fino alla provinciale, mal digerisco l'asfalto, così preferisco risalire col vecchio 125 da anni abbandonato dall'ente Parco, ma che riporta ancora alle sue estremità i segnavia in legno di una volta. 
 
Altro bellisssimo sentiero, con un fascino tutto suo, quasi fiabesco, dove il Tasso  regna sovrano e percorrerlo infonde sempre piacere.
 
Mi collego alla GTE che scende dalle Filicaie alle 14,51 e mantenendo la buona andatura dalla Tavola, ritorno all'auto alle 15,23 dopo aver percorso quasi 15 chilometri.
Indubbiamente un'escursione fantastica!
 
P.s.
Suggerimenti sul sentiero 100:
 
Affrontatelo sempre con condizioni meteo ottimali, con tempo soleggiato ed asciutto, mai con vento, pioggia o eccessiva umidità.
 
Mai in solitario e comunicate saltuariamente la vs posizione. 
 
Calcolate circa 3 ore di tempo.
 
Nella direzione da est ad ovest avrete un'esposizione solare decisamente migliore.
 
Trovo molto utile dotarsi di un paio di guanti. 
 
Infine, solo se siete escursionisti esperti ed un buona forma fisica. 
 
Max

domenica 1 marzo 2026

28 febbraio 2026: un'escursione particolare...

Sabato 28 febbraio 2026, ebbene sì, è stata proprio un'escursione particolare.

In compagnia di Luigi e Bernardo, siamo scesi alla miniera del Ginevro per un approfondito tour con una guida d'eccezione, il carissimo amico Filippo Boreali.

Lo scopo principale era quello di ammirare la recente scoperta effettuata da Luigi durante una delle sue ultime escursioni guidate al livello -24.

Una stupenda effusione di Crisocolla (silicato di rame idrato) presidiata da un imperturbabile Rhinolophus ferrumequinum, indubbiamente un singolare ed inaspettato "regalo" da una miniera di magnetite.

Ovviamente la gita si è estesa a tutto il livello di quota - 24 durante la quale l'avvincente narrazione di Filippo ci ha accompagnato per tutto il tempo.

Non mi resta che ringraziare i miei compagni d'avventura e suggerire di visitarla, magari affidandovi a Luigi, oltre che amico, una guida molto preparata.

Max

lunedì 23 febbraio 2026

Trekking del 22 febbraio 2026: anello m. Perone - Malpasso - Macinelle - Masso alla Quata

 

Domenica 22 febbraio, altra giornata all'aria aperta e visto che alcuni amici proveranno il percorso 28 km della prossima elba trail, ne approfitto per effettuare una ricognizione ed eventualmente rimuovere eventuali ostruzioni al passaggio.
 
Inizio il cammino alle 8,31 dal parcheggio del monte Perone seguendo la GTE, come immaginavo arrivo in un'ora a Malpasso (Filicaie) soste foto comprese.
 
Anche oggi le condizioni meteo sono ottime, solo un leggero ventarello in più rispetto a ieri. 
Iniziata la discesa, oltre che dai passaggi tecnici, verrò rallentato da vari interventi di potatura dell'erica che sta invadendo il già stretto passaggio.
 
Fortunatamente la piccola manutenzione non sarà più necessaria una volta che il sentiero perde la pendenza  iniziale.
Manutenzione che mi farà accorgere in ritardo di due mufloni che riesco comunque a fotografare, ma soprettutto di un cinghiale che in fretta e furia scollerà il crinale ad una trentina di metri da me, in questo caso riesco ad effettuare un solo scatto al volo ma con tempi troppo lenti per la dinamicità che la foto avrebbe richiesto.
 
Raggiunto il Colle della Grottaccia, abbandono la GTE per il sentiero 130, secondo i miei calcoli a breve dovrei incrociare i runners nel loro allenamento e così sarà.
Breve scambio di chiacchiere e riprendo il cammino sempre alla ricerca di soggetti da immortalare.
 
Alle 11,28 arrivo alle Macinelle, un paio di foto e proseguo verso le Piane al Canale, effettuando però una breve deviazione a Pietra Murata, altro luogo incantevole dove ne approfitto per mangiare un frutto.
 
Breve dietro front e raggiunto il bivio col sentiero 107, passo su quest'ultimo.
Un'altro dei miei sentieri preferiti.
Uscito dal bosco, brevissima sosta al Masso alla Quata, un tempo strategico punto di osservazione, da cui si gode ancora oggi un panorama fantastico.
 
Riprendo il cammino alle 13,11 sempre sul s. 107, purtoppo vento e cinghiali mi obbligeranno a numerosi interventi di rimozione rami caduti ed a un effimero tentativo di riempimento delle buche che i "porcelli" amano scavare dappertutto.
 
Ritornerò all'auto alle 15,10 dopo oltre sei ore e mezzo di cammino e lavoro.
 
Max 
 
 

martedì 17 febbraio 2026

Trekking del 15 febbraio 2026: dalle Panche al Termine

Domenica 15 febbraio, intenzionato ad effettuare un'escursione più lunga del solito, stamattina dedico un più tempo e cura nel preparare lo zaino.
Con un vago itinerario da seguire, alle 8,59 mi incammino dalle Panche lungo il sentiero 253, le condizioni meteo sono ottimali.

Circa 600 metri e piego sulla destra per passare su quello che corre parallelo alla GTE, sotto lo sguardo vigile di alcune capre selvatiche intente a far colazione.
Raggiunto l'asfalto della Falconaia, ne percorro 500 metri ed eccomi nuovamente sullo sterrato (s. 203) in direzione dell'eremo di Santa Caterina.

Lo supero dopo una brevissima sosta fotografica fino ad arrivare alla provinciale della Parata.
Ne approfitto quindi per dare un'occhiata ai ruderi della chiesa di San Quirico, sito che un tempo ospitò il paesino medioevale di Grassera, giusto un paio di minuti e riprendo il cammino verso il cantiere di Valle Giove.
Non potevo scegliere momento migliore, dopo la pioggia di ieri, il minerale ben lavato, brilla di mille riflessi colpito dai raggi del sole, uno spettacolo!
 
Proseguo quindi verso la vecchia officina del Portello il cui tetto, già parzialmente distrutto purtroppo è destinato a crollare completamente.
Ovviamente ne immortalo lo stato e continuo il cammino verso il laghetto delle Conche.
 
Nell'avvicinarmici devo costatare con piacere il concreto intervento di manutenzione a cui è stata sottoposta l'ampia strada sterrata, mai trovata in così buone condizioni. 
 
Raggiungo il rosso specchio d'acqua alle 11,43, è colmo a tal punto che non è più possibile percorrerne il perimetro.
Purtroppo, come immaginavo, il vento fresco ne increspa sensibilmente la superficie, riducendone ovviamente l'aspetto scenografico.
Scatterò comunque alcune foto a testimonianza dell'alto livello dell'acqua, presente abbondantemente anche nella discenderia che pochi anni fa è stata riportata alla luce a causa di crolli causati dalle piogge sempre più insistenti.
 
Al successivo bivio, in zona del Puppaio, mantengo la sinistra per salire verso il Termine.
Anche questo sterrato è in buone condizioni, anche se percorrerlo (specialmente in salita) mi è sempre un po' monotono.
 
Qualche foto alla seconda casamatta (la prima è meno accessibile) e deviazione obbligatoria verso monte Calendozio (s. 206), luogo molto particolare da cui si gode di una superba vista del canale di Piombino e del Cavo.
 
Dopo un breve dietro front, continuo il cammino sul s. 206 per passare poi sul s. 200 fino a raggiungere la strada provinciale della Parata lungo la quale scorgo i soliti rifiuti abbandonati a testimonianza dell'inciviltà umana. 
Sedici minuti di asfalto quindi imbocco una strada sterrata (privata) con cui mi ricollego al s. 203 già percorso in precedenza.
 
Oltrepasso l'eremo di santa Caterina e raggiungo Rio nell'Elba col sentiero dell'Acquavivola.
L'erta salita del Buchino sarà l'ultima fatica della giornata, arrivo all'auto alle 15,05 dopo aver percorso circa 20 chilometri.
 
Max 



 

domenica 25 gennaio 2026

25 Gennaio 2026: Magie del sottosuolo


Venerdì scorso ricevo una telefonata da un amico:
"Domenica mattina andiamo a visitare una grotta, vieni?"
"Certamente!" Rispondo senza esaltazioni, tanto più che le previsioni meteo per il fine settimana non sono entusiasmanti.

Ritrovo alle 9,00 e dopo le presentazioni in una decina di minuti raggiungiamo la meta.

Il luogo mi è famigliare, quello che nasconde assolutamente no.

In poco tempo entriamo in una grotta dalle mille concrezioni calcaree, è talmente fantastico da sembrarmi irreale.

Completamente assorto a fotografare le sinuose formazioni dai colori pastello, non mi rendo assolutamente conto del tempo che passa, l'unico scopo è catturare la bellezza dell'ambiente circostante.

Ma non chiedetemi dove è, ha già subito svariate amputazioni da parte dei barbari che a suon di martellate si sono portati il "ricordo" a casa.

Max

domenica 11 gennaio 2026

Trekking del 11 gennaio 2026: anello Pomonte - San Bartolomeo - Chiessi

 

Giornata spettacolare, tempo asciutto e soleggiato, l'ideale per una bella passeggiata in quota.

Parcheggio l'auto in via del Passatore a Pomonte ed alle 9,10 mi metto in marcia.
Breve tratto asfaltato di via Martini quindi inizio a salire col sentiero 104.
E' piuttosto freddo, complice anche il vento che scende nella valle e non ostante la salita, terrò la giacca ben allacciata.

Solo dopo una mezz'ora sarò riscaldato dai raggi del sole, ne approfitto subito per riporla nello zaino, sicuramente dovrò indossarla più tardi.
Il sentiero non presenta particolari criticità, ha comunque bisogno di manutenzione in alcuni tratti dove la bassa vegetazione lo sta chiudendo.

Raggiungo il bivio col s. 103 alle 10,22 passando su quest'ultimo in direzione ovest.
Il panorama è incantevole con le vette del San Bartolomeo che si stagliano nell'azzurro del mare, oltre il profilo della Corsica con le sue cime completamente innevate.

Strada facendo il sentiero abbandona il versante sud del San Bartolomeo per passare a quello nord in ombra.
Immediata la sosta per indossare la giacca lungo un tratto dove la grandine si è ancora ben conservata e dalla temperatura decisamente più fresca.

Pochi minuti e sono al bivio col sentiero 103A, come indicato dal segnavia verticale, peccato che il successivo tratto per raggiungere le rovine della chiesa sia completamente privo di indicazioni.

Riparato dal vento ed esposto al sole ne approfitto per scattare qualche foto, quindi mi dirigo verso la via ferrata con l'intenzione di salire in vetta.
Ombra e vento smorsano le mie velleità alpinistiche, esito qualche secondo ad osservare il freddo cavo di acciaio.
Quindi poso a terra lo zaino e con la reflex al collo, provo a salire.
Mi sono portato anche un paio di guanti per garantirmi una presa migliore .
Cercando di fare attenzione, salgo di alcuni metri ma non mi sento affatto sicuro, sto usando troppo le braccia.

Riaffiorano alla mente gli insegnamenti di Maurizio: "Si sale con la testa, poi con le gambe ed infine con le braccia".
Pare proprio stia facendo il contrario...

Se ne rende subito conto anche il mio Grillo Parlante, che tranquillamente appoggiato alla parete, con le secche gambette incrociate, smorzando un sorriso mi dice:
"Mi sembri molto insicuro, oltretutto sei da solo, penso proprio sarebbe meglio tu scendessi".

Come sempre ha perfettamente ragione e come sempre gli darò ascolto...

Sensibilmente mortificato per la sconfitta, troverò parziale riscatto nell'espugnare la vetta a nord est della chiesa, da cui il panorama non è affatto male e da dove scorgo alcuni escursionisti salire.
Magari hanno l'attrezzatura da arrampicata, così mentre si stanno avvicinando alle rovine, inizio a scendere in loro direzione.

La speranza sarà vana, prima di poterli incontrare li vedo sfilare nella direzione opposta, peccato!

Così alle 11,45 sono nuovamente sul 103, tutta discesa fino a Chiessi, ci arriverò in meno di quaranta minuti, quindi lungo via della Chiesa mi incammino sul sentiero del Tramonto che parallelo alla provinciale mi riporta a Pomonte.

Concludo la passeggiata di quasi 8 chilometri con una breve sosta per scattare due foto all'arrivo della GTE Storica ed alla fonte del paese, la prossima volta mi porterò l'attrezzatura da arrampicata!

Max

sabato 3 gennaio 2026

0 - 1000 Storia di una sfida



Tutto ha inizio in un bar, quasi per gioco, sono trascorsi meno di due anni da quando Alessandro, abbandonato il calcio, si dedica al running.

"Riusciresti a raggiungere la vetta del Capanne in meno di un'ora?"
Questa fu più o meno la proposta che gli venne rivolta.
 
Conoscendo il suo carattere umile e pacato ma non per questo riluttante ad accettare una sfida, mi piace immaginare che abbia risposto: "Ci posso provare".
 
Così un pò per scherzo un pò per scommessa, consapevole delle sue capacità, il 27 giugno 2009 Alessandro, con un piede sul pelo dell'acqua e lo sguardo fisso su quella vetta di fronte, partì dal molo di Marciana Marina in direzione di Poggio.
 
Tutto asfalto per 5 chilometri poi il "muro" dell'impegnativo sentiero 2 (adesso 105), una sorta di scalinata di 3 chilometri che lo portò fino ai 1.019 metri del monte Capanne. 
 
Si perché Alessandro quella scommessa la vinse eccome!
 
Con il tempo di 58' e 50" fermò il cronometro sulla terrazza della Cabinovia dove si trovavano ad attenderlo gli amici.
 
In questi anni nessuno ha mai tentato di battere il suo record, fino a stamani... 
 
Perché stamani qualcuno ci ha provato, e non sto perlando di un atleta qualunque, ma dell'amico Matteo.
 
"Vieni a farmi due foto in vetta?" Mi chiese qualche giorno fa.
"Certamente!" Risposi senza esitazione.
 
Eccoci così al 3 gennaio 2026, mattinata invernale, freddina, cielo coperto e vento ghiaccio, ma fortunatamente solo sulla vetta.
 
La raggiungo con parecchio anticipo attraverso il 106 prima ed il 105/101 poi.
Lungo il cammino mi sorpassa Jacopo che in tenuta running, ne approfitta per allenarsi un pò. 
"Ci vediamo su"
Ormai il Capanne è vicino, sulla vetta troverò Michela e Vincenzo, Roberto e consorte, insomma un bel gruppetto pronto a festeggiare l'impresa di Matteo.
 
Per me è scontato che ci riuscirà.
Con qualche momento di crisi, ma sempre incoraggiato da Massimo lungo la strada asfaltata,  decisamente provato, raggiungerà la vetta del monte Capanne in 55' e 13".
 
Grande prestazione, Grande Atleta!
 
Il panettone ce lo gustiamo in vetta pochi minuti dopo, il brindisi con il resto degli amici sul lungomare di Marciana Marina qualche ora dopo.
 
Adesso il tempo da battere è 55' e 13"!
 
Tantissimi complimenti Matteo.
 
Max