lunedì 5 ottobre 2026
Trekking del 3 ottobre 2026: Parco Naturale di Montioni
giovedì 17 settembre 2026
trekking del 14 e 15 settembre: Campo Imperatore
Da anni desideravo visitare il cuore del Gran Sasso, Campo Imperatore.
Pianifico con cura itinerario e luogo dove alloggiare, la scelta ricade su Santo Stefano di Sessanio.
Vi arrivo la domenica pomeriggio, scarico i bagagli ed in attesa di cena, ne approfitto subito per una visita al piccolo borgo.
Lunedì mattina, sveglia alle 6,00 e dopo una quarantina di minuti di guida (impensabile non fermarsi più volte per fotografare l'incredibile paesaggio) salgo fino al parcheggio di Campo Imperatore (10 euro le auto).
Inizio a camminare alle 8,18 in direzione del rifugio Duca degli Abruzzi, una volta raggiunto proseguo a destra in direzione della Sella di Monte Aquila (s. 100D).
Strada facendo, scorgo una coppia di camosci sul lato ovest del crinale, mi tengo basso sul versante est, quindi mi affaccio...
Me lo trovo davanti, ad una ventina di metri, lo stupore colpisce entrambi, ma entrambi restiamo immobili ad osservarci.
Per me è un'ottima cosa, lentamente alzo la reflex e scatto.
Sono solamente dubbioso sull'esito delle foto, il soggetto è in ombra e l'obiettivo che ho con me è un buon tuttofare, ma non certo l'ideale in situazioni di poca luce.
Entusiasta per l'incontro dopo aver dedicato vari minuti ad osservarlo, riprendo il cammino.
Ai 2.335 m di altezza di Sella di Monte Aquila, proseguo in direzione di Sella del Brecciaio in compagnia di Federica ed Enrico, conosciuti poco prima, mi daranno preziose informazioni lungo il cammino.
La salita fino ai 2.505 metri non sarà una passeggiata, ma anche se forza e resistenza non sono più quelle di qualche anno fa, la mentalità è immutata, un piede avanti all'altro e mai mollare!
Riesco anche ad immortalare un Sordone ed un Fringuello Alpino, mentre a poca distanza da me tre ragazze fanno una sosta su una terrazza naturale semplicemente spettacolare.
Ripreso fiato, riprendo a salire lungo il sentiero che porta alla vetta ovest del Corno Grande.
Mi fermerò a quota 2.637 lungo il crinale che in direzione est va diretto in vetta.
L'idea di continuare a salire non mi entusiasma, faccio quindi dietro front e seguendo il suggerimento di Federica, scendo fino a rifugio Garibaldi e oltre.
Nel frattempo la splendida giornata di sole è un solo ricordo, il cielo è diventato grigio e successivamente dovrò riporre la reflex nello zaino, una leggera pioggerella inizierà a cadere.
Fortunatamente durerà una ventina di minuti, ma fastidiosa a sufficienza.
Da La Portella proseguo in direzione di passo del Lupo, l'osservatorio di Campo Imperatore è ormai vicino.
Concludo la mia escursione alle 14.05 ed incrocio le dite per le previsioni meteo di domani.
Come il giorno precedente, sveglia presto, alba lungo il trasferimento in auto e prima delle 7,30 sono nuovamente di fronte all'osservatorio astronomico di Campo Imperatore.
Alle 7,40 sono già in cammino, passano circa 5 minuti ed ho un inaspettato sobbalzo, a pochi metri da me un rapace piomba sul terreno per catturare la sua preda.
Resto impietrito, temendo possa volar via, al contrario l'esemplare di gheppio (presumo) consuma il suo pasto senza curarsi affatto della mia presenza, mentre inquadrandolo col mirino della reflex, gli scatto vari fotogrammi, bellissimo!
Con enorme soddisfazione mi allontano lentamente, lasciandolo indisturbato.
Stavolta non salgo fino al rifugio, ma continuo sul s. 101 in direzione della sella dell'Aquila, vi arrivo alle 8,40
Purtroppo il cielo, parzialmente nuvoloso, è sferzato dal un forte vento, che mi farà volare più volte il cappello ma soprattutto caratterizzerà negativamente questa seconda giornata di trekking.
Odio il vento!
Raggiungo la vetta del monte Aquila alle 9,15 e sempre sul crinale inizio a scendere verso est.
Alle 10,13 finalmente sono a Vado di Corno, finalmente non per il panorama (decisamente meno entusiasmante), ma perché leggermente al riparo dal vento che purtroppo ritornerà a torturarmi nella lunga e lenta salita per tornare al punto di partenza.
Ore 11,30 con gioia sono in auto|
Senza rimpianti rientro a Santo Stefano di Sessanio, consumerò il pasto tranquillamente seduto a tavolino.
Tralasciando i fastidiosi capricci meteorologici, esperienza veramente entusiasmante, il paesaggio è incredibile, si potrebbe dedicare giornate ad ammirarlo e non sarebbe assolutamente tempo perso.
Max
Trekking del 12 settembre 2026: Rio Marina - laghetto Conche
Finalmente la pioggia ha ridimensionato il caldo torrido di questa lunga estate, ne approfitto subito per una breve passeggiata nel Parco Minerario di Rio, ovviamente passando prima dalla sede del Museo, step indispensabile per chiunque voglia fruire delle bellezze del luogo.
Parcheggio sotto l'anfiteatro ed inizio il cammino dall'ex cantiere del Bacino, salgo con un paio di tornanti l'ampio sterrato per poi mantenermi a destra in direzione di Valle Giove.
Meno di dieci minuti ed abbandono il percorso per un "fuori pista" in modo da visitare un vecchio silos usato per lo stoccaggio temporaneo del minerale.
Quindi dopo averlo ben esplorato (non era la prima volta) riprendo a salire fino a raggiungere l'ampia superficie di pannelli solari a poca distanza da Valle Giove.
Pozze d'acqua dagli incredibili colori prima di raggiungere i ruderi della della vecchia officina del Portello a cui è stata fatta un'ottima opera di pulizia dalla vegetazione.
Un'altra mezz'ora abbondante ed eccomi al laghetto delle Conche.
Con stupore trovo il livello dell'acqua decisamente alto, non l'avrei mai pensato vista la lunga siccità estiva.
Foto di rito e breve dietro front per risalire lungo il sentiero nella macchia che passa a fianco della voragine dell'Ugliero, una rara formazione carsica, già esplorata in passato.
Descrivendo così una sorta di percorso ad anello, alle ore 13,16 torno al punto di partenza dopo aver percorso circa 11 chilometri.
Max
lunedì 8 giugno 2026
Trekking del 7 giugno 2026: anello da Marciana al Semaforo
mercoledì 3 giugno 2026
Trekking del 30 maggio 2026: Parco Faunistico del Monte Amiata
domenica 24 maggio 2026
Trekking del 23 maggio 2026: dall'Innamorata a Vetrangoli
Stamani uscita di gruppo, e che gruppo!!
Francesca e compagni hanno intenzione di replicare il percorso fatto tempo fa all'interno del promontorio di Calamita, accetto con piacere di unirmi a loro.
Il ritrovo è al piccolo parcheggio al lato della spiaggia dell'Innamorata, vi arrivo con qualche miniuto di ritardo.
Dopo i saluti di rito, solo alle 10,28 ci mettiamo in cammino sulla rettavia...
Già perché alla partenza avevo preso il sentiero sbagliato!
Saliamo lentamente lungo l'ampio sterrato con cui raggiungiamo l'inizio della cessa dell'Asta, su cui ovviamente proseguiremo a salire.
La presenza delle mtb, com'era prevedibile, ci accompagnerà per gran parte del tragitto.
Tutte occasioni per rallentare e ammirarle sfrecciare verso il mare.
Una volta raggiunto l'anello alto, ne percorriamo un breve tratto (900 m.) in senso antiorario (nord ovest) per poi riprendere a salire lungo un single track con cui costeggeremo un tratto della recinzione della base dell'Aereonautica militare.
Quindi direzione est attraverso quella che un tempo era una bella pineta in cui avvisteremo fagiano e cinghiali.
Sempre seguendo le piste dei bikers, scendiamo costantemente fino a raggiungere la costa, la via per arrivare alla spiaggia di Vetrangoli è piuttosto tecnica e sconnessa, ma con un po' di pazienza ed attenzione, ci riesce anche Kira, la canina di Francesca.
Ci rilasseremo per circa due ore sotto i caldi raggi del sole, ovviamente dopo aver fatto un rigenerante quanto fresco bagno nel mare cristallino.
Per le quindici e trenta viene chiamata l'adunata, indossati gli zaini, riprendiamo la marcia (piuttosto assetati), decidiamo così di evitare il passaggio dalla spiaggia del Cannello e puntare direttamente verso il museo della Vecchia Officina con la speranza di poter trovare qualcosa di fresco da bere.
La nostra speranza verrà esaudita, arriviamo giusto in tempo per acquistare birra, acqua e caffè, una sosta strategica di quasi mezz'ora che rinvigorisce il corpo e lo spirito.
Quindi attraverso il campo delle patate (così chiamato un tempo dai minatori) ci colleghiamo al sentiero del ferro con cui torneremo al punto di partenza.
Bellissima giornata e piacevolissima escursione di quattordici km.
Max
sabato 9 maggio 2026
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