Da anni desideravo visitare il cuore del Gran Sasso, Campo Imperatore.
Pianifico con cura itinerario e luogo dove alloggiare, la scelta ricade su Santo Stefano di Sessanio.
Vi arrivo la domenica pomeriggio, scarico i bagagli ed in attesa di cena, ne approfitto subito per una visita al piccolo borgo.
Lunedì mattina, sveglia alle 6,00 e dopo una quarantina di minuti di guida (impensabile non fermarsi più volte per fotografare l'incredibile paesaggio) salgo fino al parcheggio di Campo Imperatore (10 euro le auto).
Inizio a camminare alle 8,18 in direzione del rifugio Duca degli Abruzzi, una volta raggiunto proseguo a destra in direzione della Sella di Monte Aquila (s. 100D).
Strada facendo, scorgo una coppia di camosci sul lato ovest del crinale, mi tengo basso sul versante est, quindi mi affaccio...
Me lo trovo davanti, ad una ventina di metri, lo stupore colpisce entrambi, ma entrambi restiamo immobili ad osservarci.
Per me è un'ottima cosa, lentamente alzo la reflex e scatto.
Sono solamente dubbioso sull'esito delle foto, il soggetto è in ombra e l'obiettivo che ho con me è un buon tuttofare, ma non certo l'ideale in situazioni di poca luce.
Entusiasta per l'incontro dopo aver dedicato vari minuti ad osservarlo, riprendo il cammino.
Ai 2.335 m di altezza di Sella di Monte Aquila, proseguo in direzione di Sella del Brecciaio in compagnia di Federica ed Enrico, conosciuti poco prima, mi daranno preziose informazioni lungo il cammino.
La salita fino ai 2.505 metri non sarà una passeggiata, ma anche se forza e resistenza non sono più quelle di qualche anno fa, la mentalità è immutata, un piede avanti all'altro e mai mollare!
Riesco anche ad immortalare un Sordone ed un Fringuello Alpino, mentre a poca distanza da me tre ragazze fanno una sosta su una terrazza naturale semplicemente spettacolare.
Ripreso fiato, riprendo a salire lungo il sentiero che porta alla vetta ovest del Corno Grande.
Mi fermerò a quota 2.637 lungo il crinale che in direzione est va diretto in vetta.
L'idea di continuare a salire non mi entusiasma, faccio quindi dietro front e seguendo il suggerimento di Federica, scendo fino a rifugio Garibaldi e oltre.
Nel frattempo la splendida giornata di sole è un solo ricordo, il cielo è diventato grigio e successivamente dovrò riporre la reflex nello zaino, una leggera pioggerella inizierà a cadere.
Fortunatamente durerà una ventina di minuti, ma fastidiosa a sufficienza.
Da La Portella proseguo in direzione di passo del Lupo, l'osservatorio di Campo Imperatore è ormai vicino.
Concludo la mia escursione alle 14.05 ed incrocio le dite per le previsioni meteo di domani.
Come il giorno precedente, sveglia presto, alba lungo il trasferimento in auto e prima delle 7,30 sono nuovamente di fronte all'osservatorio astronomico di Campo Imperatore.
Alle 7,40 sono già in cammino, passano circa 5 minuti ed ho un inaspettato sobbalzo, a pochi metri da me un rapace piomba sul terreno per catturare la sua preda.
Resto impietrito, temendo possa volar via, al contrario l'esemplare di gheppio (presumo) consuma il suo pasto senza curarsi affatto della mia presenza, mentre inquadrandolo col mirino della reflex, gli scatto vari fotogrammi, bellissimo!
Con enorme soddisfazione mi allontano lentamente, lasciandolo indisturbato.
Stavolta non salgo fino al rifugio, ma continuo sul s. 101 in direzione della sella dell'Aquila, vi arrivo alle 8,40
Purtroppo il cielo, parzialmente nuvoloso, è sferzato dal un forte vento, che mi farà volare più volte il cappello ma soprattutto caratterizzerà negativamente questa seconda giornata di trekking.
Odio il vento!
Raggiungo la vetta del monte Aquila alle 9,15 e sempre sul crinale inizio a scendere verso est.
Alle 10,13 finalmente sono a Vado di Corno, finalmente non per il panorama (decisamente meno entusiasmante), ma perché leggermente al riparo dal vento che purtroppo ritornerà a torturarmi nella lunga e lenta salita per tornare al punto di partenza.
Ore 11,30 con gioia sono in auto|
Senza rimpianti rientro a Santo Stefano di Sessanio, consumerò il pasto tranquillamente seduto a tavolino.
Tralasciando i fastidiosi capricci meteorologici, esperienza veramente entusiasmante, il paesaggio è incredibile, si potrebbe dedicare giornate ad ammirarlo e non sarebbe assolutamente tempo perso.
Max

