domenica 6 aprile 2014

Trekking del 6 aprile 2014


Con più dolori del solito e giù di morale per un braccio che non vuole saperne di guarire, sarei sicuramente di intrancio a Max e Andrea che mi hanno gentilmente contattato ieri per un giro analogo a quello di domenica scorsa, figuriamoci di pertecipare all'ultima gara delle Aquile del Capanne, non me la sento proprio.

Così in compagnia di Luigi, Mario e Scricciolina passeggiata dalle Panche con l'intenzione di raggiungere Cala Cancherelli.

Procediamo lungo la GTE fino all'Aia di Cacio, quindi fatte poche decine di metri, dietro front per scendere lungo il sentiero 101 fino a Nisportino, Luigi non lo ha mai fatto. 

Attraversiamo la spiaggia e salendo fra le serecchie, ci imbattiamo in un gruppetto di escursionisti stranieri, giovani geologi, ci diranno in un italiano non troppo corretto ma comprensibile.
Quindi raggiungiamo la spiaggia dei Mangani attraverso un sentiero bisognoso di un po' di manutenzione, come bisognosa di manutenzione sarà anche la successiva parte fino all'asfalto della Parata.

Tornati sulla GTE, ne percorriamo quasi 900 metri, per deviare prima dell'ultima salita per monte Grosso, su un sentiero sulla sinistra, che attraverso la macchia, ci permetterà di raggiungere delle vecchie grotte usate per l'estrazione della manganese.

A definirlo sentiero ci vuole coraggio, già bruttino lo scorso anno, adesso è ancora peggio; impiegheremo quasi 1 ora per percorrerne i suoi 1,2 km circa! 
Al contrario, la visita alle piccole miniere si rivela ovviamente affascinante, apprezzata anche da Luigi, che non le conosceva.

Purtoppo siamo decisamente in ritardo sulla tabella di marcia, quindi niente Cancherelli e con qualche esitazione a causa di una segnaletica naif, imbocchiamo il sentiero giusto per tornare sulla GTE.

Risaliamo verso monte Grosso, ma invece di espugnarne la vetta, come generalmente facciamo, optiamo per la discesa a sinistra verso l'asfalto, altro tratto che nè Luigi nè Mario hanno mai fatto.

Allunghiamo così il cammino di 500 metri, ma ogni tanto è piacevole cambiare percorso.
Ritornati all'Aia di Cacio, niente GTE, ma sfruttiamo il sentiero più basso (e veloce) per raggiungere il 53 che ci riporta alle Panche.

Sono quasi le 15,30 quando saliamo in auto, spengo il gps leggendo la distanza percorsa, 19,5 km.

Max