lunedì 7 dicembre 2015

Trekking del 06 dicembre 2015


Ritrovo come di consueto alle 8.00 a Portoferraio con Mario e Massimo, quindi ci dirigiamo a San Piero per effettuare un percorso ad anello con partenza dal campo di calcio del paese, sono le 8.35.

Il primo chilometro e 400 metri, lungo un 35 in condizioni accettabili, quindi passiamo su un sentiero privo di numerazione con cui raggiungiamo la Piane al Canale.
Proseguiamo sul 34 (anche se il pannello in legno riporta erroneamente 30) fino a raggiungere effettivamente l'intersezione con il 30 su proseguiamo.

Alle 9.40 siamo alle Macinelle, luogo incantevole anche con una giornata grigia come oggi, qualche foto e proseguiamo fino a raggiungere la GTE (s.8, 31).
Dopo una partenza sostenuta da parte di Mario, adesso è Massimo a dettare il passo, anzi se vogliamo essere esatti a lasciarci indietro, dopo essersi finalmente ripreso da una nottata poco riposante... 
adesso le salite se le mangia a colazione!

Ci riuniremo a Malpasso, giusto il tempo di indossare giacca e windstopper che fatte poche decine di metri incrociamo tre belle ragazze in tenuta running.
Barbara, Minna e Susanna; sapevamo della loro scelta di fare la GTE da Procchio a Pomonte e non a caso ho programmato il giro in modo da incontrarle.

Breve sosta quindi per scambiare quattro chiacchiere e proseguiamo la discesa verso il Perone.
Ma non vi arriveremo, perché una volta raggiunto il bivio con il 7, abbandoniamo il 5 per girare a sud ovest; con il 7 infatti torneremo esattamente alla partenza.

Lungo il cammino un paio di alberi caduti obbligano a brevi deviazioni dal sentiero (come sul 5 scendendo da Malpasso), molto peggio il fondo, devastato per lunghi tratti dai cinghiali.

Nel raggiungere le Piane al Canale, la bandiera dell'Elba sopra un cespuglio, attira la mia attenzione, sono i ragazzi del softair che si stanno divertendo.
Ovviamente Mario irrompe nella loro silenziosa fase di gioco, per salutare un amico... mandando a farsi benedire tutto il tempo dedicato a tattica e mimetismo.

Alle 12.45 raggiungiamo l'auto, mentre Massimo si cambia, Mario ed io ci mangiamo i soliti clementini, 15 i chilometri percorsi, tirati in salita da un Massimo - locomotiva, bravo!

Max

domenica 29 novembre 2015

Trekking del 29 novembre 2015


Le ultime escursioni benché ricche di emozionanti scoperte, sono state decisamente brevi, così per stamani avevo proprio voglia di una bella camminata.
La scelta è presto fatta: quale luogo migliore per macinar chilometri se non Calamita?

Così in compagnia di Mario e Massimo D. alle 8.35 partiamo da piazza del Cavatore e sfruttando uno dei tanti sentieri della zona, alle 9.17 ci ritroviamo sull'anello alto del promontorio.
Passano pochi minuti e l'inaspettato abbaiare di un cane ci sorprende.

E' Massimo R. in perfetta tenuta runner, che arrivandoci alle spalle, si è voluto divertire.
E' giovane, ha ancora voglia di scherzare...

Proseguiamo tutti insieme fino alla fattoria delle Ripalte, quindi dopo un paio di errori nella scelta del percorso, finalmente imbocchiamo il sentiero giusto con cui scendere fino alla miniera del Ginevro.

Breve esplorazione di una piccola galleria e dopo aver dedicato una decina di minuti a giocare sul fianco di un grosso cumulo formato da piccole pietre, rientriamo verso Capoliveri.

Tranne sporadici tratti di salita, lo sterrato ci consente di mantenere un'andatura sostenuta e così in breve tempo: Stagnone, Sassi Neri, Calanova, dove superata la sbarra metallica, usciamo dalla proprietà della Costa dei Gabbiani.

Nel frattempo Massimo R. ci ha abbandonato, doveva rientrare e dopo averci salutato, correndo lo vedremo presto sparire in lontananza.

Avanzeremo per ulteriori 500 metri, quindi prendiamo il sentiero sulla sinistra che sale verso Monterotondo.
A circa metà salita, individuiamo sulla destra un vecchio sentiero recentemente riaperto con cui torneremo presto verso il paese.

Singolare l'incontro con un colubro liscio dai movimenti decisamente rallentati per la bassa temperatura.
Dopo averlo ammirato e fotografato decidiamo di spostarlo dalla zona in ombra in cui si trova, giusto un centinaio di metri, ma sufficienti per esporlo al sole.

Alle 13.56, spengo il gps, siamo all'auto e mentre Massimo si cambia, Mario ed io ci mangiamo un bel mandarino, dopo oltre 20 chilometri ce lo siamo meritato!

Max

sabato 21 novembre 2015

Trekking del 21 novembre 2015 - Le miniere del Vallone


Chiamatelo intuito, chiamatelo caso, chiamatelo botta di ... fortuna, ma come spesso accade, nel cercare una cosa se ne trova un'altra di gran lunga migliore.

Stamani per esempio, nel curiosare nella nota e frequentata zona del Vallone, ci siamo imbattuti in due bellissime sorprese; tanto che abbiamo deciso di rimandare ad altra data il principale motivo della nostra escursione, (ma anche la pioggia ci ha suggerito di farlo).

Tutto ha inizio dal piazzale della vecchia officina, sono le 8,40 quando iniziamo a scendere verso il mare.
La temperatura di 20 gradi è decisamente sopra la media, complice probabilmente il fresco vento di un libeccio decisamente fastidioso.

Poco più di mezz'ora ed attraversando le arrugginite strutture metalliche degli impianti della miniera, "Hai notato quell'apertura?" Domando a Mario.
"Andiamo a dare un'occhiataGli propongo.

Superiore in agilità e curiosità, ma soprattutto nella vista, al mio amico non sfugge una seconda apertura e così, mentre poso lo zaino a terra, è già sparito all'interno di un locale rivestito in cemento per verificare da vicino.
Ovviamente lo seguo.

Una volta entrati, di fronte a noi un muro in mattoni in cui in effetti, in alto a destra è stata praticato un grosso foro.
Senza grosse difficoltà lo varchiamo entrando in una lunga e rettilinea galleria.
Sorprendente!

Vi passeremo circa venticinque minuti.
Pensavo molti meno, evidentemente il tempo vola quando lo trascorri cercando di immagazzinare ogni immagine, ogni sensazione che la bellezza del luogo ti offre. 

Più che appagati dall'inaspettata scoperta, una volta usciti allo scoperto, riprendiamo il cammino.
"Passo da sopra" Afferma Mario sicuro di se.
"Bada che non riesci a passare" Cerco di dissuaderlo io.

Morale, adesso avanza due pizze, aveva ragione lui!
Ammettendo il mio errore di valutazione, dovrò anche sfruttare il suo aiuto per superare l'ultimo tratto di salita con cui raggiungo una relativamente piccola apertura nella roccia.

Da molto tempo ne abbiamo rimandato l'esplorazione e stamani è giunto il momento di dare un'occhiata.
Attraversarne la volta è  decisamente pericoloso, una serie di massi in equilibrio precario consigliano a gran voce di non farlo; chiudo gli occhi al mio "grillo parlante".

Una volta dentro, avanziamo lentamente, i colori del minerale sono fantastici!
Ammutolito da tanta bellezza, con un certo ritardo mi rendo conto del richiamo entusiasta del neo geologo: la galleria si biforca!
E questo si traduce in maggiori opportunità di scoperta!

Trascorreremo più di mezz'ora all'interno di quella che all'unanimità abbiamo definito la più bella galleria mineraria finora visitata.
Incorniciati dal fascio circolare delle nostre lampade frontali, un'infinita serie di affreschi di una tale varietà di colori che solo madre natura riesce a creare.
Per non parlare poi dell'aspetto scientifico, anzi geologico a cui Mario è senza dubbio più interessato.

Semplicemente fantastico!

All'uscita una pioggia fastidiosa ci spingerà ad abbandonare ulteriori esplorazioni e benché siano solo le 11.10, decidiamo più che soddisfatti di rientrare verso casa.

Giornata memorabile!

Max