martedì 21 dicembre 2021

Trekking del 21 dicembre 2021: anello da Laconella a Fonza

 

Programmata all'ultimo momento, con tanto di ombrello al seguito, l'escursione odierna inizia da Laconella alle 8,17.
Ho intenzione di vedere il tratto attrezzato che mi han detto è stato posizionato dopo Ripa Nera, così mi incammino sul sentiero 250 che mi offre l'occasione per fare qualche suggestiva foto di Punta della Contessa e di Montecristo.

Pochi minuti e faccio una breve deviazione per seguire una sorta di ampia pista sconnessa che pare scenda fino alla spiaggia di Ghiaieto.
Quindi ritornato sul sentiero principale, in prossimità di un tornante a sinistra, altre breve deviazione su un ampio ma trascurato sentiero dove trovo abbandonati sul terreno un gran numero di telaini in legno per arnie.

Altro dietro front e dopo 400 metri sempre mantenendomi sul 250 proseguo in direzione di Capo di Fonza.
Raggiungo quindi il 248A, il cui segnavia verticale giace a terra da diverso tempo, indica 40 minuti per m. Fonza, me ne basteranno meno di 20 (soste foto comprese).

In prossimità del caprile, passo sul 248 seguendo l'indicazione per La Foce.
E' passato qualche anno dall'ultima volta che l'ho percorso, l'unico cambiamento è costituito da una miglior segnaletica mentre il fondo è sempre ripido e sconnesso.

Raggiungo così la ferrata in questione, devo ammettere di poco aiuto (forse per chi sale lo è di più), a mio modesto parere il cavo d'acciaio è stato posizionato troppo in basso per poter essere di valido sostegno anche se la morfologia del terreno non mi sembra consenta di realizzare alternative migliori.

Proseguo superando alcune proprietà private ed alle 10,39 sono sulla spiaggia di Fonza.
Decido di abbandonare il 248 (che prosegue per La Foce) e seguendo lo sterrato di via Fonza mi collego a via Monte Tambone (Segagnana).

In poco più di mezz'ora ne raggiungo il culmine nonché intersezione fra 248 e 243 su cui inizio a scendere.
30 minuti esatti e sono al bivio con il 246, molto più breve e diretto per rientrare a Laconella.

Concludo la piacevole passeggiata alle 12,14 in perfetto orario per il pranzo, i chilometri percorsi sono stati circa 13.

P.S.
L'ombrello fortunatamente non è servito.

Max

lunedì 13 dicembre 2021

Trekking del 12 dicembre: anello da San Piero via Calanche e Macinelle

 

Ritrovo alle 8.15 alla rotatoria degli Orti quindi procediamo in direzione di San Piero.
Parcheggiamo come sempre a fianco del campo sportivo ed alle 8,46 iniziamo il cammino lungo il sentiero 107.

La giornata si preannuncia stupenda ma l'esposizione al sole ci suggerisce di mantenere un'andatura lenta per evitare il più possibile di ghiacciarci nel successivo attraversamento del bosco per raggiungere Masso alla Quata, dove fra l'altro metteremo in fuga un cinghiale.

La vista delle montagne innevate della vicina Corsica è spettacolare.
Mario accetterà con pazienza le mie soventi soste per fotografare e proprio grazie a alla lui riuscirò ad immortalare alcuni mufloni sotto di noi.

Proseguiamo così lungo il sentiero 123, particolarmente indicato per gli scorci sul versante settentrionale ed alle 10,33 espugniamo la bellissima vetta delle Calanche.
Indubbiamente la mia preferita, dai suoi 905 msl si ha un incantevole panorama su Vallebuia a sud, Marciana Marina a nord e dell'intera Elba orientale, il tutto privo di antenne, tralicci o cavi elettrici!

Dopo circa 15 minuti di sosta, riprendiamo il cammino sul sentiero 100, un tempo 00, numerazione che aveva tutto un'altro significato, una sorta di monito per gli escursionisti, come dicesse: "Occhio che qui non si scherza!"

Attenzione e cautela, i tratti in ombra oltre ad essere più freddi e bagnati, conservano ancora piccole pozze ghiacciate e sporadici mucchietti di neve e grandine di un paio di giorni fa.

Cautela che ci costringerà anche a reinventarci alcune decine di metri di sentiero per raggiungere Malpasso (Filicaie) dal momento che salire sui massi di granito coperti di brina non ci sembra affatto sicuro.

Brevissima sosta e continuiamo la discesa lungo la GTE, lentamente e con attenzione, chissà perché una decina di anni fa era decisamente più facile...

Prima di raggiungere il bivio al Colle della Grottaccia, alleggerisco l'abbigliamento, nel versante soleggiato a sud la temperatura avvertita è decisamente più piacevole e le sporadiche folate del maestrale non sono più un fastidio.

Passiamo così sul sentiero 130, il segnavia verticale indica 40 minuti per le Macinelle, ci arriveremo in 24 minuti camminando normalmente.
Macinelle a quanto pare, particolarmente gettonate, oltre ad un nutrito gruppo di escursionisti intenti ad impiattare un paio di teglie di calda polenta, sarà meta di successivi viandanti che incroceremo avvicinandoci alle Piane al Canale.

Io mi accontento di una succosa e fresca arancia, Mario di una barretta sbriciolata (succede a tenerle troppo a lungo in tasca).

Raggiunto l'ampio sterrato ci manteniamo a ovest sud ovest, un paio di foto a Tozza al Protano e continuiamo a scendere fino ad intercettare il 135.

Con andatura spedita, grazie alle ottime caratteristiche  del sentiero, arriviamo al mulino di Moncione, ma invece di proseguire sul 135, che ci avrebbe portato prima all'auto, scendiamo sul vecchio 17 (134A credo).

Mario è interessato a vedere parte della zona incendiata il 17 ottobre scorso.
Fortunatamente ci sono passato recentemente ed ho ancora bene in mente il percorso che, attraverso il 133 ed alcune biforcazioni, ci porterà a San Piero.

Il paesaggio è inimmaginabile, la devastazione delle fiamme ha riportato in vita un passato celato da anni.
Terrazzamenti ovunque, testimonianza inconfutabile del duro e solerte lavoro di tanti elbani che dedicavano una vita di sacrifici alla terra, terra che li ripagava con i sui frutti, la vite in primis. 

Adesso arbusti anneriti vengono lentamente circondati dal verde manto erboso, le felci sembrano le più promettenti.
Entrambi concordiamo che è uno spettacolo bellissimo.

Torniamo all'auto alle 14,07 dopo un "giretto" di oltre 14 chilometri, proprio una fantastica escursione!

Max

sabato 4 dicembre 2021

Trekking del 4 dicembre 2021: promontorio di Calamita

 

Esco di casa poco prima delle 8,00 e mi incammino verso la spiaggia delle Ghiaie.
Il cielo è coperto, la temperatura piuttosto bassa ma con assenza di vento, in compenso la visibilità è fantastica.

Poco prima del bivio del Ponticello vedo l'auto di Mario arrivare, si è offerto di venire a prendermi poiché il mio pandino per seri problemi meccanici è temporaneamente fuori servizio.

Quindi ci dirigiamo verso Capoliveri, poco importa se ci sono stato recentemente, oggi lascio volentieri il timone al mio amico, sarà lui a scegliere meta e percorsi.

Iniziamo così la nostra escursione alle 8,49 davanti al museo della Vecchia Officina per scendere via Le Francesche fino al Vallone Basso.
Il panorama è fantastico, il cielo è tappezzato da nubi minacciose e la sorprendente visibilità fa sembrare l'isola di Montecristo e quella del Giglio a portata di mano.

Le recenti piogge hanno completamente spazzato via la polvere e le pietre di malachite sparse lungo il cammino sono ancora più facili da individuare.
Scendiamo fino allo scheletro della mastodontica laveria, un tempo luogo magico in cui adoravo scattare foto ai giganteschi vibrovagli in cui si riversava il minerale estratto, ma parlo di oltre quarant'anni fa...

Dopo circa un'ora ed un quarto torniamo nuovamente all'auto, tolgo l'imbottitura in pile della giacca e riprendiamo a salire verso il cantiere di Macei Alto quindi mantenendoci ad un centinaio di metri ad est di Poggio Polveraio, riscendiamo fino all'ampio sterrato che oltrepassa il fosso di Rimaiolo e che seguiremo con il sentiero che gli corre parallelo.

Risalendo lungo il ben mantenuto sterrato, non mi aspettavo certamente di poter fotografare un mucchio di grandine caduta più di un giorno fa.
Raggiunto il bivio successivo, ci teniamo a destra per scendere con un sentiero decisamente più stretto e sconnesso fin sopra le ville di punta di Balamorta.

Tornati sull'ampio sterrato, superiamo la terza piazzola della batteria antinave Gino Fara Forni e continuiamo verso Poggio Turco.
Sono passate abbondantemente le 12,00, suggerisco così di rientrare al museo, percorreremo a passo spedito i restanti 3,8 chilometri per concludere la nostra passeggiata di 16 chilometri alle 13,04.

Max