martedì 17 febbraio 2026

Trekking del 15 febbraio 2026: dalle Panche al Termine

Domenica 15 febbraio, intenzionato ad effettuare un'escursione più lunga del solito, stamattina dedico un più tempo e cura nel preparare lo zaino.
Con un vago itinerario da seguire, alle 8,59 mi incammino dalle Panche lungo il sentiero 253, le condizioni meteo sono ottimali.

Circa 600 metri e piego sulla destra per passare su quello che corre parallelo alla GTE, sotto lo sguardo vigile di alcune capre selvatiche intente a far colazione.
Raggiunto l'asfalto della Falconaia, ne percorro 500 metri ed eccomi nuovamente sullo sterrato (s. 203) in direzione dell'eremo di Santa Caterina.

Lo supero dopo una brevissima sosta fotografica fino ad arrivare alla provinciale della Parata.
Ne approfitto quindi per dare un'occhiata ai ruderi della chiesa di San Quirico, sito che un tempo ospitò il paesino medioevale di Grassera, giusto un paio di minuti e riprendo il cammino verso il cantiere di Valle Giove.
Non potevo scegliere momento migliore, dopo la pioggia di ieri, il minerale ben lavato, brilla di mille riflessi colpito dai raggi del sole, uno spettacolo!
 
Proseguo quindi verso la vecchia officina del Portello il cui tetto, già parzialmente distrutto purtroppo è destinato a crollare completamente.
Ovviamente ne immortalo lo stato e continuo il cammino verso il laghetto delle Conche.
 
Nell'avvicinarmici devo costatare con piacere il concreto intervento di manutenzione a cui è stata sottoposta l'ampia strada sterrata, mai trovata in così buone condizioni. 
 
Raggiungo il rosso specchio d'acqua alle 11,43, è colmo a tal punto che non è più possibile percorrerne il perimetro.
Purtroppo, come immaginavo, il vento fresco ne increspa sensibilmente la superficie, riducendone ovviamente l'aspetto scenografico.
Scatterò comunque alcune foto a testimonianza dell'alto livello dell'acqua, presente abbondantemente anche nella discenderia che pochi anni fa è stata riportata alla luce a causa di crolli causati dalle piogge sempre più insistenti.
 
Al successivo bivio, in zona del Puppaio, mantengo la sinistra per salire verso il Termine.
Anche questo sterrato è in buone condizioni, anche se percorrerlo (specialmente in salita) mi è sempre un po' monotono.
 
Qualche foto alla seconda casamatta (la prima è meno accessibile) e deviazione obbligatoria verso monte Calendozio (s. 206), luogo molto particolare da cui si gode di una superba vista del canale di Piombino e del Cavo.
 
Dopo un breve dietro front, continuo il cammino sul s. 206 per passare poi sul s. 200 fino a raggiungere la strada provinciale della Parata lungo la quale scorgo i soliti rifiuti abbandonati a testimonianza dell'inciviltà umana. 
Sedici minuti di asfalto quindi imbocco una strada sterrata (privata) con cui mi ricollego al s. 203 già percorso in precedenza.
 
Oltrepasso l'eremo di santa Caterina e raggiungo Rio nell'Elba col sentiero dell'Acquavivola.
L'erta salita del Buchino sarà l'ultima fatica della giornata, arrivo all'auto alle 15,05 dopo aver percorso circa 20 chilometri.
 
Max